venerdì 16 novembre 2018
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Una semplice verità: il cortometraggio di denuncia contro l’omofobia

Il 17 Aprile alle ore 19.30 presso la Casina Pompeiana, alla Riviera di Chiaia, è stato presentato in anteprima il cortometraggio “Una semplice verità” scritto e diretto da Cinzia Mirabella e prodotto da RVM Entertainment. Il progetto ha il patrocinio morale dell’Arcigay di Napoli. L’evento, a porte chiuse, ha visto la partecipazione di tutto il cast e numero ospiti.

“Spesso mi sono confrontata con persone che, nel rivelare la loro sessualità e il loro amore, hanno vissuto momenti di forte disagio psicologico. Tutti i divulgatori di cultura devono contribuire a sensibilizzare i temi sociali che creano discriminazioni. Ed io spero, nel mio piccolo, di aver contribuito a far luce su questo problema” queste le parole Cinzia Mirabella.

Il progetto nasce con l’obiettivo di scardinare l’immaginario collettivo su una tematica delicata come l’omosessualità. Frutto dell’elaborazione di una storia vera, il corto evidenzia un problema irrisolto nella società odierna: l’omofobia che si consuma tra le mura domestiche.

La trama in breve

La storia è ambientata ad Ischia dove un uomo (Pietro De Silva) è convocato in Polizia per una denuncia nei suoi confronti. A denunciarlo è sua figlia (Giulia Montanarini), una donna di 35 anni, percossa da padre e fratello dopo aver rivelato la sua omosessualità. Ad interrogare il padre è un commissario donna (Cinzia Mirabella) che, nel corso del colloquio,mette sotto torchio prima il padre e poi la figlia. E nel corso dell’interrogatorio che emerge una nuova verità nascosta, un atto liberatorio contrario a tutti i pregiudizi radicati nella nostra società. Quella stessa società che impedisce l’amore puro tra due persone dello stesso sesso.

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La presentazione

La serata è stata moderata da Claudio Finelli, responsabile cultura dell’Arcigay nazionale. Presenti in sala l’attrice e showgirl Giulia Montanarini, l’attore Pietro De Silvia, la regista e attrice Cinzia Mirabella, il direttore casting del progetto Andrea Axel Nobile, il produttore del progetto Gaetano Agliata, il direttore della fotografia Antonio Grambone, il truccatore Antonio Riccardo, la costumista Nancy D’Anna e la compositrice Gabriella Rinaldi.

Numerosi gli ospiti accorsi alla serata, tra questi: Patrizio Rispo, Rosaria De Cicco, Enzo Agliardi, Antonio Riccardo, Nicola Accella, Luciano Correale e Daniela Lourdes Falanga.

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Gli interventi 

Non è mancato l’intervento del produttore di RMV Entertaiment Gaetano Agliata, il quale ha dichiarato: “Ho sposato il progetto con la consapevolezza di far conoscere al mondo etero quanta sofferenza e tenerezza si nasconda nella mancata accettazione della propria identità sessuale. Noi genitori abbiamo il compito di seguire i nostri figli e indicargli il percorso giusto per essere in società persone serene. Questa esperienza ha contribuito ad arricchirmi interiormente”

Riguardo alla scelta del cast  il direttore casting  Andrea Axel Nobile ha dichiarato:”Il cast del film nasce dalla volontà di arrivare al pubblico nella maniera più diretta, giocando su una rivisitazione degli steriotipi. Giulia Montanarini , personaggio televisivo e cinematografico, è stata spogliata dal suo solito ruolo dandole l’occasione di interpretare un ruolo complesso. Pietro De Silva ha interpretato il ruolo di un padre violento, il suo modo dolce di porsi, di cercare gli sguardi da un grande lirismo e poeticità a un’antagonista riconfermandosi come un grande attore che sa sempre mettere il suo. Nel ruolo del commissario Cinzia Mirabella è riuscita a dimostrare tutto il suo grande talento e infine Giovanni Allocca, che il grande pubblico conosce per la serie di Gomorra , nel corto lo vediamo in una veste inedita in una comicità a volte anche amara, il tutto magistralmente diretto dalla Mirabella. Un grazie va ad Gaetano Agliata per la sua grande libertà artistica e la sua volontà di raccontare al massimo le storie dei più deboli “.

Significativo è stato l’intervento di Antonello Sannino, il quale dopo aver fatto luce sulla attuale situazione italiana,  ha dichiarato: “L’omofobia è un problema culturale e in quanto tale ha la necessità di una comunicazione chiara con il contributo di qualsiasi forma artistica. Il progetto mette in luce anche il problema del coming out che, ancora oggi, non permette alle persone di mostrare se stesse. Spero che questo corto possa essere un valido strumento didattico oltre che artistico”.

Giusy Piccirillo

Determinazione, creatività e allegria mi caratterizzano da sempre. Gran appassionata di gastronomia, arte, cinema e musica