giovedì 13 dicembre 2018
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Sanità: a rischio deficit entro mille giorni

Una profonda crisi attraversa tutto lo stivale ed è legata alla salute dei cittadini. Una seria difficoltà che rischia di inginocchiare chi non può permettersi cure per tutelare la propria salute. La sanità pubblica infatti è barcollante e la cosa si fa notare dagli aumenti continui dei ticket e delle liste d’attesa per le visite.

Entro mille giorni non ci sarà più il Servizio Sanitario Nazionale pubblico”. E’ quanto dichiara FederAnziani, la federazione delle associazioni della terza età, attraverso il suo Centro studi di economia sanitaria. La tesi prende forma dagli studi condotti dal Ministero della Salute e dell’Agenas pubblicati negli ultimi giorni, nei quali è provato un netto aumento  nella tendenza al ricorso verso il privato a pagamento, in quanto risulterebbe paradossalmente “più veloce ed economico” rispetto al pubblico. “In verità – confida il Presidente di FederAnziani Roberto Messina – si deve ricorrere al privato perché con questi aumenti attraverso ticket e superticket e viste le lunghe liste d’attesa il pubblico ha di fatto scaricato i cittadini italiani”.

Da qui parte la denuncia: “Senza un deciso cambio di rotta e l’abolizione del titolo V, in meno di 3 anni lo Stato non potrà più garantire il Servizio Sanitario”. Non solo:Il SSN non può continuare a sostenere ‘costi inutili’, come le staminali, che inducono nella popolazione false speranze per sostanze e terapie erogate senza tener conto degli aspetti regolatori. Così facendo si rischia di finire nel Far West. Le cure devono essere di comprovata efficacia e sicurezza e non essere immesse sul mercato e somministrate ai pazienti senza studi completi”. Ed ancora, per facilitare i piani di rientro, alcune regioni come ad esempio la Campania non permettono più ai loro cittadini di curarsi nelle altre regioni dove c’è eccellenza.Occorre ridare centralità al sistema – conclude Roberto Messina – indire gare nazionali e perseguire l’uguaglianza delle prestazioni sanitarie nel Nord-Centro-Sud”.

Insomma, pare che il nostro sistema sanitario si stia lentamente trasformando in un qualche cosa di diverso da come lo si era pensato all’inizio della nostra Repubblica. Non bastano i troppi casi di malasanità..un sistema che ormai perde acqua da tutte le parti.

 

 

Vincenzo Nigri