mercoledì 14 novembre 2018
Ultime notizie

Roma,Chiosco di Bramante. In mostra i capolavori di Brueghel

foto articolo mostra fiamminga

Le meraviglie dell’arte fiamminga. Foto: soloaroma.it

Il Chiostro del Bramante ospita dal 18 dicembre 2012 al 2 giugno 2013 una grande mostra sui capolavori della dinastia Brueghel che ripercorre la storia e l’eccezionale talento della più importante stirpe di artisti fiamminghi attivi tra il XVI e il XVII secolo, attraverso oltre 100 opere tra dipinti, disegni e grafiche.  Sono tanti i pittori nati in queste basse terre nordiche che vagabondano per l’Europa lasciarvi meravigliosi capolavori dipinti con una curiosa tecnica che loro stessi avevano perfezionato: l’olio. La maggior parte di essi proviene da importanti centri come Anversa, Bruges, Bruxelles, Gand e si sono formati in botteghe di grande reputazione, una su tutte: van Eyck. Ma è da Brueghel, un paesino delle Fiandre, che prende il nome una delle più prolifiche famiglie di pittori una vera e propria dinastia, il cui capostipite è quasi una leggenda: Pieter Brueghel il Vecchio (1526/1530 ca. – 1569).
La dinastia dei Brueghel ha segnato con il suo talento e la sua visione dell’umanità, a volte grottesca, la storia dell’arte europea dei secoli a venire. La vita a tratti misteriosa e la scarsità di notizie certe sulla biografia del capostipite Pieter Brueghel il Vecchio, sono i presupposti narrativi dell’esposizione che inizia con la relazione tra Brueghel il Vecchio e Hieronymus Bosch. Un altro presupposto storico della mostra è presentare le visioni allegoriche, moralistiche e fantastiche prima d’ora inimmaginabili ma paradossalmente diventate concrete grazie alle conquiste della pittura del cinquecento. Brueghel influenzato da Bosch, ne incarna la capacità di osservazione e di rappresentazione, non limitandosi all’insegnamento morale, ma riuscendo a tratteggiare un vasto universo di tipologie umane. I registri del comico e del grottesco assumono una valenza educativa che il padre trasmette ai figli: Pieter il Giovane e Jan il Vecchio. La dinastia, quindi, comincia ad articolarsi e la mostra trasmette fedelmente la corrispondenza tra le vicende familiari e l’evoluzione pittorica dei protagonisti. La genealogia prosegue e si ramifica con i figli dei figli del capostipite, in una complicata rete di relazioni presentata con precisione e rigore, fino agli undici figli di Jan, cinque dei quali anch’essi pittori. Il percorso si focalizza attorno alle vicende di ciascun artista e si sviluppa secondo una logica a rete, abbracciando i riferimenti internazionali e i fatti storici del periodo di riferimento, come l’esperienza di Jan van Kessel I, figlio di Paschasia, sorella di Jan Brueghel e di Ambrosius Brueghel, artista di grandissima qualità ma poco conosciuto e studiato. Il percorso espositivo si chiude idealmente con David Teniers il Giovane, legato alla dinastia dei Brueghel per aver sposato Anna, figlia di Ambrosius.
Attraverso le opere di Pieter Brueghel il Vecchio e della sua genealogia la mostra proporrà un viaggio appassionante nell’epoca d’oro della pittura fiamminga del Seicento. Una delle caratteristiche dominanti dell’arte fiamminga è l’inclinazione a rappresentare la vita quotidiana di contadini che danzano e giocano in feste di paese. E’ la propensione a raccontare, come dice Sergio Gaddi, uno dei curatori della mostra, la cosiddetta “vita bassa”, quella quotidiana, terrigna della povera gente. Storpi, ciarlatani, ubriaconi e musici cenciosi partecipano a feste nuziali all’aperto, danno vita a colossali risse per la contesa di una partita a carte oppure si perdono in orge di cibo e vino. Sono i rappresentanti di un’umanità dolente, sempre in bilico tra peccato e misericordia, condannata all’infelicità perché gli è stata donata la libertà, ma non sa gestirla e, per noncuranza e sciatteria. Meraviglie dell’arte fiamminga, la prima grande esposizione mai realizzata a Roma dedicata alla celeberrima stirpe di artisti. Un’occasione unica per ammirare i capolavori di un’intera dinastia di eccezionale talento, attiva tra il XVI e il XVII secolo, e ripercorrerne la storia, lungo un orizzonte temporale, familiare e pittorico di oltre 150 anni.
Curata da Sergio Gaddi e Doron J. Lurie, la mostra fa parte di un grande progetto internazionale che approda per la prima volta nella Città Eterna in una versione inedita e rinnovata, dopo le tappe di Como e Tel Aviv. Arricchita da quasi venti nuove opere, la retrospettiva romana è promossa e organizzata da Arthemisia Group 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e DART. Nel Chiostro del Bramante con l’esposizione offre al pubblico la possibilità di vedere da vicino meravigliosi dipinti, presentati in modo organico e completo nella suggestiva cornice romana, provenienti da importanti musei nazionali e internazionali, e da un elevato numero di prestigiose collezioni private, nella cui estremamente frammentaria dislocazione nel mondo sta l’eccezionalità di questa mostra che è riuscita a raccogliere e mettere insieme capolavori altrimenti difficilmente accessibili, alcuni dei quali finora mai esposti al pubblico.

Orari e prezzi:

  • Tutti i giorni dalle 10,00 alle 20,00
  • Sabato e domenica dalle 10,00 alle 21,00 – (la biglietteria chiude un’ora prima)
  • Biglietti: Intero € 12,00; Ridotto € 10,00; Ridotto Gruppi € 10,00 (prenotazione obbligatoria min 15 max 25 persone); Scuole  € 5,00; Scuola dell’infanzia € 3,00; Famiglia  € 30,00 (solo genitori e figli – minimo 3 persone)

 

Bruna Di Matteo