domenica 18 novembre 2018
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Degrado a Fuorigrotta. Viaggio nel quartiere-discarica – GUARDA LE FOTO

 

Via Attilio Regolo- spazzatura e America's cup

Via Attilio Regolo- spazzatura e America’s cup. Foto: Bruna Di Matteo

A pochi giorni dalla protesta, a causa dei liquami in strada, da parte dei residenti di via Diocleziano e Bagnoli, continua l’allarme su sporcizia e cattiva -manutenzione a Napoli. Noi de Linkazzato.it, inorriditi, vi segnaliamo il grave degrado delle strade napoletane. Camminando per il quartiere Fuorigrotta, questa volta abbiamo trovato davvero di tutto. Tutte le strade, tutte, sono letteralmente “inondate” da rifiuti di ogni genere: carta, erbacce, indumenti, materassi, divani, rifiuti organici, vetri e liquami vari. A generare tale agghiaccinate situazione sono due enti in particolare. Primo fra tutti è il “Servizio gestione del verde pubblico” del Comune di Napoli che in teoria avrebbe il compito del decespugliamento dei viali e di trasferirne la risulta in discariche autorizzate. Ma la discarica autorizzata sembra essere proprio il quartiere flegreo: via Giulio Cesare è tappezzata di materiale “simil-vegetale” proveniente dalla pulizia delle aiuole e mai portato altrove. Oltre a questo tipo di pattume, abbiamo trovato anche carte ovunque e proprio nelle stesse aiuole appena ripulite…..gli spazzini?  Ed i dipendenti addetti alla manutenzione, dove sono?

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Non è un episodio sporadico, questo, bensì un degrado che esiste da settimane, come monitorato da noi. Indispettiti da tanta fetenzia, abbiamo continuato il nostro giro, e abbiamo notato che al cambiare della zona, sistematicamente cambiava il tipo di spazzatura e di sudiciume. Ad esempio via Campegna si crogiola in un mix colorato di carte, buste, cibo, scatole e sozzura di ogni genere, giacenti ai piedi delle campane per la raccolta differenziata. Stesso panorama in via Attilio Regolo, che ha però l’onore di ospitare anche lo scheletro carbonizzato di una campana per i rifiuti ed un grosso materasso matrimoniale in stato di decomposizione (molto avanzata). Questi però, quasi come una presa in giro, sono riversati sotto un cartellone pubblicitario: quello della World cup!

 

E mentre le prossime regate sono già “in cielo”, quasi divinizzate ai loro piedi ci sono i cittadini agonizzanti in un mare di mondezza putrefatta, proprio come quel vecchio materasso che abbiamo fotografato. Tra vari sentieri e strade colme di erba, tra una foto e l’altra, siamo giunti in via Lepanto: stessa storia, piante alte e rifiuti di ogni tipo. Però questa strada ci ha indotti a riflettere perché, oltre al risultato dell’ennesima mancanza dei servizi comunali, abbiamo trovato un altro tipo di rifiuto: resti di una poltrona, vestiti e lastre di vetro.

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La nostra riflessione ha avuto conferma in Via delle Scuole pie, nella quale a fare compagnia alle solite scatole e lastroni c’era un bellissimo divano viola azzurro e verde. Ci siamo chiesti: perché un divano si trova al centro di un marciapiede? Certamente non per offrire un salotto gratuito ai barboni della vicina chiesa. Il sofà era lì perché qualcuno, maleducatamente, ce lo ha piazzato: ed ecco che la riflessione ha preso forma, ed abbiamo individuato il responsabile: lo stesso napoletano.

Sicuramente il Comune ha molti conti in sospeso con la città ed è anche la causa delle grosse difficoltà che i cittadini stanno affrontando proprio in quest’ultimo periodo…ma in ambito di rifiuti, paradossalmente le colpe sono per il “50 e 50”. I napoletani sbagliano nel piazzare la spazzatura in posti inadeguati e dovrebbero informarsi sulle corrette modalità di smaltimento dei rifiuti speciali. E l’errore più grave consiste nel non differenziare …. perché effettivamente le lastre di vetro in via Lepanto (così come i materassi e i divani trovati) e in via delle scuole Pie (tra l’altro proprio davanti una scuola materna) certamente non li ha collocati l’Ente ma qualcheduno che non è al corrente dell’esistenza (così ci auguriamo, anche se poco probabile) di cassonetti specializzati per la raccolta del vetro ed anche della plastica, della carta, dell’alluminio e dell’organico che guarda caso, si trovano proprio sullo stesso marciapiede.

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Il Comune dal canto suo, sbaglia a non decespugliare le strade, a non raccogliere i rifiuti,a non pulire i marciapiedi e tutto ciò che ne consegue. Per cui bisogna“dare a Cesare quel che è di Cesare” e almeno noi cittadini, rimbocchiamoci le maniche e “diamo uno schiaffo morale al Comune”, che forse notando qualche iniziativa cittadina, deciderà di mobilizzarsi una volta per tutte.

 

Sarà la volta buona? Voi cosa ne pensate?

Bruna Di Matteo