lunedì 19 novembre 2018
Ultime notizie

Riceviamo e pubblichamo: Scampia, la voce di un residente “inkazzato”

quartiere di Scampia

Scampia. Foto: pressagency.it

Ancora un “pour parle”. Ancora un’altra manifestazione – quella di sabato 11 maggio dal nome “TiraDritto – Stop Cocaina”, n.d.r. – che stavolta dice basta alla cocaina, ma con quale costrutto, cosa porta tutto questo al nostro territorio se non solo un fiume di parole, di vane parole, al di là delle buone intenzioni. Basta con la droga e la camorra, ora c’è bisogno di dare un sogno alla nostra gente. Concretezza, lavoro, sicurezza ed un motivo in più per guardare alla vita con occhi diversi, senza paura e senza affanno. Lo dobbiamo ai nostri giovani. Ma mai possibile che non si riesca a parlare di altro, che non ci siano altri argomenti. Già dagli articoli di certa stampa, dalle immagini delle televisioni, Scampia è legata a fattori negativi, non ultimo il degrado e la munnezza di ogni tipo, possibile che non si riesca ad alzare la testa e guardare in alto? Mi chiedo, e chiedo a chi è più esperto di me, e se tutto questo nascondesse l’incapacità di mettere mano ad un programma diverso, se tutta quella gente che per anni, hanno approfittato della spoglia inerte di un quartiere senza futuro, che vi hanno proliferato, che ne hanno succhiato l’essenza, per poi precipitarlo ancor di più nella logica della discarica da cui trarre guadagno, scarti e rifiuto uguale guadagno, non volesse che esso ragioni in modo diverso, che trovasse la sua normalità, che capisse che la vita non è quella di correre dietro i fantasmi, di evocarli ogni volta per farsi strappare l’anima, il coraggio.
Come fa chi parla di psicologia, di sociologia, mi chiedo, a non capire che è giunto il momento di mettere una marcia in più, di chiedere a gran forza che finiscano le passerelle mediatiche, che si spengano i riflettori invece di continuare a piangersi addosso, di fare del facile vittimismo, a fare in modo che i nostri giovani, i nostri disoccupati cronici, possano guardare negli occhi tutti, senza essere per forza additati come quelli di Scampia, come quelli appartenenti a quel territorio che si è visto per televisione o di cui si parla solo in maniera negativa. Ma forse questi personaggi sono solo autoreferenziati, un sistema vuoto di scatole cinesi, una nell’altra come matrioske, per aver peso, per fare volume. Lontanissimi dalle buone pratiche. Ci vuole coraggio , lo so, noi ci proveremo, ve lo assicuro.

 

Domenico Di Renzo