lunedì 19 novembre 2018
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Renzi e le nuove misure fiscali, la riforma del lavoro e il piano scuola

renzi padoan

Parafrasando uno slogan calcistico quello di ieri per il Premier Matteo Renzi è stato un “mercoledì da leoni”. In un’ora e trenta circa di conferenza stampa post consiglio dei Ministri il neo Presidente ha presentato tutte le novità in merito alle tasse, al lavoro e al sostegno alle imprese e alle scuole.

La novità più grande riguarda l’Irpef – l’imposta sulle persone fisiche – e partirà da maggio perchè come Renzi stesso dice “prima non je a famo”. In pratica i lavoratori dipendenti e assimilati che percepiscono un reddito annuo di 25 mila euro lordi ossia al netto 1500 euro al mese, avranno in busta paga in più circa 1000 euro all’anno ossia 80 euro al mese. A beneficiare del taglio oltre i ceti meno abbienti anche “un pò del ceto medio” per una platea di circa 10 milioni di lavoratori dipendenti.
Altro impegno del governo è nei confronti delle imprese. Grazie ad una maggiore tassazione delle rendite finanziarie – che passerà dal 20% al 26% – ci sarà la copertura economica per poter avere in cassa i 2,6 miliardi di euro utili a ridurre del 10% l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive. Alle aziende creditrici verso la Pubblica Amministrazione è stato promesso anche lo sblocco di 68 miliardi totali a copertura dei debiti contratti. Non ancora ben definito invece il piano di misure relative al taglio del 10% dei costi dell’energia per le piccole e medie imprese.
Ai detrattori che polemizzano con le decisioni presentate ieri, Matteo Renzi risponde con cifre relative ad una copertura certa e sottostimata. In conferenza infatti presentando il piano di “dieci miliardi per dieci milioni di persone” sottolinea come le cifre che servono per coprire tutte le nuove misure da attuare siano minori di quanto lo Stato può incassare e risparmiare mettendo sul tavolo altre operazioni: spending review, calo dello spread, minori interessi sul debito, maggiori proventi dell’iva generati dallo sblocco dei debiti della pubblica amministrazione creerebbero entrate nelle casse statali di molto maggiori alla cifra richiesta. Renzi, alla presenza del Ministro dell’Economia Padoan e del Commissario straordinario per la spending review Carlo Cottarelli, parla infatti di “margini che sono ben sopra” la cifra dei 10 miliardi necessari. Il tutto senza considerare addirittura, come sottolinea il ministro Padoan “gli effetti espansivi che deriveranno dal taglio del cuneo sulla crescita e sull’occupazione”.
Oltre al fronte fiscale il governo Renzi ha messo sul tavolo riforme anche relativamente al piano scuola e casa. Il Ministro per le Infrastrutture Lupi ha spiegato infatti che è pronto un piano per la riqualificazione dell’edilizia scolastica per 3,5 miliardi mentre per l’edilizia abitativa lo stanziamento è di 1,7 miliardi a sostegno dell’affitto a canone concordato e l’ampliamento dell’offerta di alloggi popolari.tax
Il nodo lavoro invece non è stato ancora sciolto perchè l’intenzione del governo è di strutturare una legge- delega che impiegherà diversi mesi per essere perfezionata. Gli obiettivi annunciati in materia comunque sono definiti: estendere i sussidi di disoccupazione anche a lavoratori precari, false partite iva e lavoratori a progetto; semplificazione degli adempimenti nella richiesta di lavoratori ad apprendistato; eliminazione dell’obbligo del datore di lavoro di indicare la causale in fase di assunzione per un contratto a termine che in ogni caso non può durare più di tre anni e dovrà essere sfruttato per un massimo del 20% del totale dei lavoratori.
Nell’ottica di una consapevole spending review il Presidente Renzi annuncia che dal 26 Marzo 1500 auto blu – sulla falsariga di quanto già fatto a Firenze – andranno all’asta.
“Cento giorni di lotta molto dura per cambiare fisco, giustizia e pubblica amministrazione” questa la mission che si è data il nuovo governo.
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