lunedì 12 novembre 2018
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Incarico a Renzi: si avviano le consultazioni e la formazione della squadra di governo

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I primi giorni da Presidente del Consiglio non devo esser stati cosa da poco, deve aver pensato Matteo Renzi. L’incarico è stato dato per cui adesso bisogna formare la squadra di governo e procedere con le consultazioni. Ed è in questa fase che si trova il neo Premier e segretario del Partito Democratico. Partendo ieri col Centro Democratico per finire col PD, Renzi vuole incontrare tutti per spiegare il suo programma di governo e tentare di ricevere la fiducia per iniziare subito a lavorare.

Una riforma al mese è l’obiettivo del nuovo Presidente del Consiglio che – di concerto col Presidente Napolitano – sposta l’asticella dell’orizzonte di legislatura fino al 2018. Al momento a seguito delle consultazioni Renzi becca i primi No di Sinistra Ecologia e Liberta e Lega Nord; questi partiti hanno già dichiarato in fase di colloquio il loro dissenso rispetto al neo governo. Il Movimento 5 Stelle dopo le consultazioni interne, sia on line che off line, ha deciso di presentarsi a colloquio da Renzi con una delegazione con a capo Beppe Grillo. Questi, il leader del movimento, aveva apostrofato ieri la faccenda con un lapidario “è una farsa”. Angelino Alfano di Nuovo Centrodestra, ex socio politico di Enrico Letta, pone invece un paletto alla formazione del nuovo governo e al relativo voto di fiducia alle Camere stabilendo che la composizione della maggioranza debba essere speculare rispetto a quella del governo uscente, ossia poco spinta a sinistra. “Siccome Sel di Nichi Vendola si è già chiamata fuori, allora il primo scoglio è superato” ammette Alfano. I pareri favorevoli, anche se in alcuni casi molto timidi, alle proposte avanzate dall’ex sindaco di Firenze vengono da quasi tutti gli altri partiti. Su tutti Scelta Civica che tramite il suo segretario politico Stefania Giannini fa sapere che “sembra che le nostre priorità coincidano con quelle del presidente in carica” . Fratelli D’Italia e Udc sottolineano di essere favorevoli alle proposte delineate da Renzi ma non in toto. Giorgia Meloni di Fratelli di Italia dichiara “valuteremo nel merito i provvedimenti. Alcune questioni hanno la nostra netta opposizione, su altre si può discutere”.
Ma nello specifico su cosa verte il programma politico e operativo di Renzi? Su quali carte punta? Da subito il Presidente ha messo in chiaro che si tratta di un programma “choc” che prevede un ritmo serrato. A febbraio l’avvio della legge elettorale e le riforme costituzionali (abolizione del Senato e il Titolo V), a marzo la riforma del lavoro, ad aprile la pubblica amministrazione ed a maggio il fisco. Sulla squadra di governo invece, mentre molte poltrone si profilano e si delineano, un grosso punto di domanda pende sul Ministero dell’Economia. Il Ministro uscente Saccomanni confida di non essere stato contattato per un bis e le proposte per sostituirlo – dopo i diversi no già ricevuti – si sprecano. E proprio uno dei candidati alla carica, l’economista Fabrizio Barca, svela “altarini” e retroscena di strategia politica e sponsorship di notevole spessore. Barca, contattato al telefono da un finto Nichi Vendola per conto della trasmissione radiofonica La Zanzara, si sbottona parlando delle pressioni ricevute dall’editore del Gruppo Espresso Carlo De Benedetti per accettare l’incarico di ministro. “Sono sotto pressione, Nichi, una pressione crescente. Ma io non ci penso proprio, tanto per essere chiaro, ma proprio proprio!” è lo sfogo di Fabrizio Barca. I nodi devono necessariamente sciogliersi a breve se si vuole mantenere il ritmo serrato tanto sbandierato; a seguire deve essere votata la fiducia e sciolta quindi la riserva per procedere con la vera e si spera proficua attività di governo. Ne vale il futuro dell’Italia.

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