sabato 17 novembre 2018
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Primarie PD: Renzi nuovo segretario

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Renzi: il neo segretario Pd

Matteo Renzi è il nuovo segretario del Partito Democratico.

La partita è finita e come sempre ci sono i vincitori e i vinti. Vinto è sicuramente Gianni Cuperlo e tutto l’apparato partitico che l’appoggiava mentre l’outsider Pippo Civati ha guadagnato punti insperati.
Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi – il vincitore – sbaraglia tutti. Già dai primi minuti dello scrutinio il trend indicava un innegabile vantaggio. Sono andati a votare ai gazebo e nei circoli di quartiere quasi 3 milioni di elettori di centro sinistra; Matteo Renzi ha avuto la fiducia e l’appoggio del 67,8% dei votanti, Gianni Cuperlo il 18% e Civati il 14,3%.
Soddisfatta tutta la dirigenza del Largo del Nazareno. Guglielmo Epifani esprime massima contentezza dicendo che «hanno votato quasi tre milioni di cittadini. Siamo andati oltre ogni previsione (…)È stata una grande risposta democratica in una fase della vita del Paese così difficile».
«Oggi non finisce la sinistra, finisce una classe dirigente. Che ha fatto la sua parte. Ma che ora si deve fare da parte. Ora tocca a noi guidare la macchina» queste le prime parole del neo segretario del PD Matteo Renzi. E continua mettendo subito le cose in chiaro: «Tocca ad una nuova generazione. Basta sentire raccontare la loro storia. Oggi bisogna iniziare a scrivere una storia nuova».
In merito alla possibilità di ulteriori spaccature, correnti e mozioni interne dice «oggi che abbiamo vinto pensiamo a tutte le volte che abbiamo perso. Basta con le correnti e cominciamo da quella renziana che da stasera è ufficialmente sciolta. Mi avete dato la fascia di capitano. E con questa io mi impegno da subito a lottare su ogni pallone».
Prima della chiusura dei seggi, acclarata ormai la sua sconfitta, Cuperlo ha sottolineato che la forza di queste primarie è stato il porre al centro la riscoperta dei valori della sinistra e che ciò «non si esaurisce e sarà un contributo costante al quale cercherò di dedicare le mie energie».
Le Primarie 2013, numeri alla mano, sono state un successo in termini di affluenza quasi in linea con le precedenti che videro protagonisti Bersani e lo stesso Renzi- e quindi anche sul fronte del contributo economico considerati i 2 euro a votante – sintomo che gli elettori vogliono decidere da chi farsi governare e chi deve fattivamente guidare il paese, senza demandare. Monito questo per cercare di cambiare davvero la legge elettorale?

Emanuela Nicoloro