giovedì 15 novembre 2018
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Pignoramenti su tutta la pensione percepita

Fonte Lettera43.it

L‘ anziano esce di casa solo per due motivi: il primo per fare un giretto tra i mercati rionali ed il secondo per andare a riscuotere la tanto attesa  pensione.  Una vittoria nei confronti della vita, quella della riscossione, che induce l’anziano ad essere serenamente contento di avere tra le mani il risultato di un’ intera vita di lavoro ed il motivo del bene sincero di figli, nipoti e agenzie di riscossione crediti.

Una vera gara alla volta della pensione del povero anziano che alla fine dovrà cedere i suoi soldi alle agenzie di recupero credito, causando cosi il malcontento dei nipoti che non potranno più comprarsi il nuovo cellulare. Ma per fortuna c’è una legge che fissa il limite di prelievo ad una somma non superiore ad un quinto di quella percepita. Quindi, conti alla mano, il nipote ha ancora qualche speranza di fregare i soldi al nonno e l’anziano magari riesce anche a vivere con il resto dei soldi che gli sono rimasti.

Ma alle agenzie di riscossione non frega nulla sia dell’anziano sia del nipote e quindi il povero pnsionato si reca in banca e si trova il conto completamente svuotato. Già, la questione è molto semplice e si svolge in questo modo:

Nel caso di debiti, il pignoramento della pensione è possibile solo nei limiti di un quinto dell’importo complessivo, ma perché operi questo limite è necessario che il pignoramento (cosiddetto “presso terzi”) sia fatto direttamente alla fonte, ossia all’ente previdenziale (INPS) prima che questi eroghi la pensione.

Qualora invece l’anziano depositi successivamente tali somme in un conto corrente, l’orientamento della giurisprudenza è da sempre quello di consentire il pignoramento di tutto il denaro presente sul conto – e non solo di un quinto. Ciò perché le somme, una volta depositate in banca, diventano un tutt’uno col patrimonio del debitore.

 Una manovra, questa, che facilmente si può adottare da quando esiste l’obbligo per i pensionati di addebito in conto corrente per le pensioni che superano la somma mensile di mille euro. Potremmo pensare ad una vera e propria strumentalizzazione della legge per il tracciamento dei crediti atti a combattere l’evasione fiscale.

Insomma, cari nipoti, qui non si tratta di lottare per i regalini dei nonni ma di una battaglia per la sopravvivenza. Un caso simile non si può tollerare minimamente e non può avere luogo in un paese democratico. Le pensioni sono da tutelare perchè espressione e diritto di  una razza in via d’estinzione, ovvero quella di coloro che sono arrivate a percepirla dopo una vita di sacrifici. Le pensioni non vanno toccate.

 

 

Vincenzo Nigri