mercoledì 23 Settembre 2020
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OLTRE LO STATO, LA SOLIDARIETÀ DI NAPOLI

Illustrazione originale M. Bellomunno

Molto prima dello Stato arriva il cuore della gente di Napoli. 

Si sono moltiplicate in questi giorni le iniziative sul territorio in favore dei più bisognosi e sui social “#andràtuttobene” è stato sostituito da “#nessunodeverestareindietro”. 
Delle mascherine di Gucci, delle tute monouso di Armani, dei ventilatori della Ferrari o del gel igienizzante di Bulgari.
Grazie, ma non parlo di quello. 
Possono, loro possono fare di più. 
E nemmeno delle misure per fare fronte all’emergenza Coronavirus annunciate dal Presidente Conte, “i 4,3 miliardi a valere sul fondo di solidarietà dei Comuni” ed i “400 milioni… ai comuni col vincolo di destinarlo alle persone che non hanno i soldi per non fare la spesa.”  
Doveroso e comunque ancora poco. 
Ma no, non parlo di quello. 
Delle mense, colonne portanti del sociale, che nessun virus può fermare e da sempre provvedono ai bisogni degli ultimi. 
Oggi e sempre grazie, ma no, non parlo di quello. 
Ancor prima, gli aiuti, i buoni spesa e le erogazioni di generi alimentari sono nate dal cuore della gente di Napoli. Penso alle offerte di alloggi gratuiti per il personale sanitario, alle cassette per strada con buste chiuse che contengono generi alimentari messi a disposizione di chi non ha più soldi per fare la spesa, ai tanti post sui social di persone che invitano chi ha bisogno a contattarli perché non hanno tanto ma “dove mangiano due mangiano anche tre”. Penso, ad esempio, alla farmacia Colangelo che realizza una soluzione igienizzante per gli operatori del 118 della Croce Rossa ma a disposizione anche di tutti coloro che hanno bisogno di rifornire piccoli contenitori. Ed ancora, con il sostegno di tanti privati, ha creato un banco alimentare dove “chi può dona, chi ha bisogno prende”. 
Penso, fra le tante iniziative, alle aziende private del settore tessile come Herno e Finamore che hanno donato tessuti che Piccerè ha trasformato in mascherine da regalare a chi ne ha bisogno. Penso, fra i tanti progetti di raccolta fondi, a quello realizzato dalla Visual Instant che ha ideato, attraverso i canali social, #artecheunisce e donerà il 70% del ricavato della vendita delle fotografie della sezione dedicata.
E non devi avere un pin, poi compilare una richiesta che verrà trasmessa e poi qualcuno vedrà se hai i requisiti e, se tutto è in regola, ti faranno sapere quando ed in che forma ti aiuteranno. 
#andràtuttobene ma #nessunodeverestareindietro
Annalisa Brancaccio 

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