lunedì 19 novembre 2018
Ultime notizie

NYMPHOMANIAC – VOLUME 1: E’ DIFFICILE DEFINIRLO UN CAPOLAVORO

lars-von-trierL’ultimo film di Lars Von Trier, Nymphomaniac, è nelle sale di tutta Italia da qualche settimana, il regista e sceneggiatore danese anche questa volta conferma la sua visione cruda e cinica della realtà, mettendo in scena perverse esperienze sessuali di una giovane ninfomane.
In uno scorcio cittadino angusto e dai colori pallidi, il Signor Seligman, durante la sua spesa mattutina, incontra distesa per terra, con il volto tumefatto e dall’aspetto malconcio, una donna, Joe. Con una placidità surreale l’uomo accoglie la malcapitata in casa, e da li inizia il racconto, fin dall’infanzia, della ricerca morbosa del sesso da parte della protagonista, mostrando tutta la sua ninfomania. Il film non lascia nulla all’immaginazione, le scene di sesso sono talmente esplicite da porsi il dubbio di trovarsi nella stessa sala del cinema, dove qualche ora prima hanno proiettato l’ultimo film della Pixar.

Il regista è stato definito uno dei protagonisti dell’avanguardia cinematografica europea ed internazionale, non a caso è stato uno dei fondatori del movimento dogma 95, che ha l’ambizione di “purificare” il cinema dagli effetti speciali, ma è da dire che l’effetto ottenuto non è stupefacente, il confine con un film pornografico è alquanto labile. 
L’intero film è suddiviso in capitoli e la protagonista femminile è Stacy Martin, una modella alla sua prima prova d’attrice; difficile giudicarla, le sue battute sono poche, ma in cambio potrete vivisezionarla anatomicamente.
Da segnalare un cammeo di Uma Thurman in un ruolo secondario, mentre per la parte del protagonista maschile è stato scelto l’attore americano Shia LeBouf, l’attore di Trasformers, e anche per lui è difficile giudicare la sua prova attoriale, dato che le sue battute si contano sulle dita di una mano.

La pellicola attualmente in sala è stata tagliata rispetto all’originale, nei prossimi mesi è stata già annunciata la distribuzione nelle sale della versione integrale, pur sforzandomi a non essere bigotto non oso immaginare cosa possa contenere la versione integrale. Come al solito l’impatto con il cinema d’autore, da parte dello spettatore medio, è sempre ostico. Dai followers del regista è stato definito il suo “un capolavoro” personalmente credo che per avere la stessa visione si debba amare profondamente il regista ed il suo cinema.
Guarda il trailer
Se vuoi ascoltare l’articolo letto dalle nostre redattrici clicca qui
      22176