domenica 18 novembre 2018
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Villa Comunale di Napoli: è allarme sicurezza

foto articolo baby gang villa

Teppista nella Villa Comunale di Napoli. Foto: napolivillage.com

A Napoli, come in tutte le città, la domenica si sa, è sacra: giorno di riposo, di passeggiate e di partite. La mattina di solito, specialmente con l’avvicinarsi della primavera è piacevole passeggiare…magari per il Lungomare….magari portando i bambini nella Villa Comunale e vederli giocare felici e tranquilli. Quadro perfetto, idilliaco, ma la realtà come al solito, è un’altra: la Villa Comunale di Napoli  nasconde mille insidie e lascia spazio ad una microcriminalità subdola che quasi non si sente, perché le persone non denunciano. Procedendo con ordine, la Villa è stata restaurata completamente, dopo l’abbandono e il degrado degli anni ’70 e ’80, con imponenti lavori di recupero per la pavimentazione,  sono stati costruiti quattro chioschi, restaurate le statue e gli arredi, creato un impianto di illuminazione e ripristinati i cancelli,  al fine di preservare i giardini dal degrado e renderne più sicura la frequentazione . Lavori che  insieme alla riqualificazione di via Caracciolo e del Lungomare Liberato hanno contribuito alla realizzazione di una “bella cartolina della città”.
Il rifacimento è stato eseguito, non c’è che dire …ma poi il giardino comunale è stata abbandonato a se stesso, alla completa autogestione dei cittadini. Infatti, lo spazio verde napoletano è arretrato di nuovo agli anni ’80, praticamente è uguale a prima, immerso nel degrado ambientale. Per di più, la situazione è aggravata ulteriormente dalla totale assenza di controlli e della sicurezza: vi sono rifiuti lasciati a cielo aperto e mai raccolti, panchine divelte, alberi e piante secchi o non curati, alcune zone sono degli eterni cantieri, le aiuole sono sporche, le giostre per i bambini arrugginite e in uno stato penoso e pericolante, la pavimentazione è irregolare e dissestata. Ebbene sì, in tema con la città anche la bella Villa ha le sue buche. Nei giorni di pioggia è meglio non entrare nel parco, il pavimento diventa letteralmente fango, non è possibile camminarci, come affermano diversi dipendenti che lavorano presso i chioschetti o nella Stazione Zoologica “Anthon Dohrn”, sita proprio in Villa.  Struttura, questa, che ospita l’acquario più antico d’Europa. Ma oltre al degrado ambientale vige anche la presenza di barboni, zingari, alcolizzati ed un forte tasso di criminalità. Spesso si assiste a spettacoli indecenti, a liti violente tra loschi individui per una bottiglia di vino, c’è chi addirittura afferma di aver visto delle donne senzatetto lavarsi i genitali sulle panchine. Poi cala la sera, e se si vuole praticare jogging o semplicemente passeggiare la regola è:  mai da soli ma sempre accompagnati. E’ sconsigliabile recarsi con i bambini. Se di giorno gli spettacoli sono indecenti la sera è peggio:  le “casine” delle giostre diventano stanze d’albergo per coppiette avventuriere, oppure, se occupate, la medesima funzione è compiuta dagli alberi di banano o semplicemente dalle panchine più appartate, che poi tanto isolate non sono. Ma, paradossalmente, sono le stesse avventate coppiette che devono fare attenzione perché con l’oscurità della sera arrivano anche le rapine e le aggressioni da parte di criminali adulti e non.
La microcriminalità è in crescita nel polmone cittadino, una criminalità agitata sempre più da baby gang, che proprio in questi ultimi giorni e senza alcun motivo, hanno provocato fastidi e disagi ai poveri cittadini intenti a godersi qualche momento di tranquillità. E’ di oggi la notizia riguardante un gruppo di piccoli delinquenti che, nelle loro imprese “da grandi criminali”, si davano appuntamento in Villa Comunale dove poi prendevano di mira anziani e terrorizzavano bambini, addirittura immortalando le proprie gesta con il telefonino. Secondo le Forze dell’ordine, i ragazzini per due volte hanno prima sputato in faccia ad un anziano e poi hanno rubato il cappello ad un altro. Poi, sono andati ancora oltre, picchiando un pensionato di 80 anni. Ma nei loro obiettivi c’erano anche bambini “per bene”che si erano ritrovati  per giocare con la macchinette elettriche: i tre teppisti hanno minacciato di bruciarle. I Carabinieri sono riusciti a risalire alla mini banda, ed è nella vicina  Galleria Umberto che hanno scovato due dei ragazzi di 14 e 16 anni, i quali come in un film di azione, hanno estratto uno “storditore” elettrico ed un coltello con una lama di 15 centimetri ferendo lievemente i militari intenti a bloccarli. I fatti della Villa Comunale hanno preceduto di poche ore un’altra aggressione nella zona di Chiaia dove un giovane è stato accoltellato mentre stava passeggiando.
Episodi gravi che fanno riesplodere il problema di una città pericolosa e dove le Forze dell’ordine perdono credibilità di ora in ora anche davanti ai bambini. Così, dopo lo scorso week end contrassegnato della violenza gratuita, anche il sindaco De Magistris si è reso conto della forte difficoltà in cui si sta riversando la metropoli e si è appellato al Ministro dell’interno ed alle Istituzioni per chiedere più controlli allo scopo di garantire la sicurezza e l’eliminazione dei comportamenti vandalici che disturbano la quiete pubblica. Aumentare i controlli è sicuramente una buona iniziativa, ma il problema è a monte: come è possibile che dei ragazzini, poco più che bambini, possano procurarsi delle armi così facilmente? E questa “forma mentis” all’insegna della violenza e del bullismo come la sviluppano? Le scuole, gli educatori e anche gli stessi genitori che ruolo hanno? Come al solito si vede solo la punta dell’icerberg quando bisognerebbe eradicarne le basi. Un consiglio ai napoletani? Per ora,  la domenica statevene a casa.

 

Massimiliano Notaro