martedì 20 novembre 2018
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Appuntamento in musica domenica 8 giugno a Napoli, con Peppe Voltarelli

Sarà Peppe Voltarelli, il protagonista della terza tappa di Prospettive, la rassegna musicale estiva firmata da Frammenti.
L’esibizione è prevista per domenica 8 giugno alle 21.30 a via Santa Chiara 2 e la  serata sarà lo spunto per presentare il nuovo disco di Voltarelli, “Lamentarsi come ipotesi”.
Il titolo, come si può intuire, è tratto da una ballata che predica la trasformazione della lamentazione in
 piacere, conclusa da un coro che intona “il lamento per noi è un godimento”, il tutto testimonia la chiusura ideale di una trilogia, iniziata nel 2007 con “Distratto ma però”, dove l’artista calabrese continua la sua ricerca tra canzone d’autore e radici.
L’ultimo lavoro affronta invece una riflessione sull’arte, sulle necessità della mescolanza come valore e la santificazione delle proprie radici culturali, sullo sfondo di una Calabria immaginaria di “frutta verdura statue e solitudini”.
Spazio non solo alla musica  ma anche  a tanto altro infatti Prospettive è un ciclo di live con aperitivo o  altrimenti detti  “punti di fuga” per restare nel concept architettonico, organizzati nelle abitazioni napoletane fino al 20 luglio.
I prossimi appuntamenti vedranno esibirsi
 Graziano/Forni, Orchestra Joubès, Sineterra, The Gentlemen’s Agreement e altri, in poche parole il meglio della produzione cittadina in versione domestica.
Quattro gli spazi che faranno da cornice alle esibizioni e tutti rigorosamente all’aperto, in altrettanti quartieri della città che spaziano dal Vomero al centro storico, da Chiaia ad Agnano.
E d’obbligo a questo punto dare spazio agli ideatori della rassegna che ricordiamo sono Chiara Fabricatore e Livio Cirillo che sottolinenano come: “Dopo il promettente avvio di Prospettive, Frammenti porta il suo pubblico nel terzo Punto di Fuga, una terrazza panoramica nel cuore del centro storico, perché Prospettive è uno sguardo diverso sulla città, apertura e condivisione di nuove case e luoghi di cultura.
In fondo l’arte non ha bisogno di spazi formali o istituzionali, trova spazio dovunque abbia un pubblico pronta a recepirla e a sua volta diffonderla.