venerdì 16 novembre 2018
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Il Napoli passa anche a Milano e le avversarie iniziano a tremare

Foto : Attual.it

Dopo 27 anni il Napoli torna ad espugnare la San Siro rossonera e raccoglie il quarto successo in altrettante partite di campionato,  conquistando la vetta della classifica in compagnia della Roma di Rudi Garcia. L’impresa dei partenopei acquista un valore ancor più significativo, se pensiamo che gli azzurri erano reduci dal vittorioso esordio in Champions League contro il Borussia Dortmund, subendo un notevole dispendio d’energie fisiche e mentali, e che sono riusciti a portare a casa i 3 punti con la cattiveria ed il cinismo, caratteritiche queste che contraddistinguono le grandi squadre.
Infatti a Milano la squadra di Benitez ha giocato un match tutt’altro che brillante, ma ha dimostrato grandissima solidità difensiva e mentale, predisposizione al sacrificio oltre ad un’ottima organizzazione di squadra, rendendo per nulla determinanti le opache prestazioni di Hamsik e Insigne ai fini del risultato. Insomma quella di San Siro è la vittoria del gruppo azzurro che, superando Borussia e Milan nell’arco di 4 giorni, ha dimostrato finalmente d’aver fatto quel salto di qualità necessario per soddisfare le ambizioni della tifoseria partenopea.
Difatti giocatori già presenti l’anno scorso nella rosa azzurra come Britos, ieri sera in gol per la seconda volta con la maglia del Napoli, Mesto e Inler sono quelli che hanno maggiormente beneficiato dell’arrivo di Rafa Benitez e delle sue disposizioni tattiche,  demolendo a suon di ottime prestazioni i dubbi che il popolo partenopeo nutriva nei loro confronti. Se ai progressi di questi “gregari” aggiungiamo le prodezze di Higuain, l’esperienza e la forza fisica di Albiol, l’agonismo e la corsa di Callejon e la sicurezza tra i pali di Pepe Reina, protagonista assoluto contro Milan e Borussia, allora questa squadra ha tutto per poter essere considerata la prima forza del campionato, daltronde non è da tutti battere il Milan a San Siro e i vicecampioni d’Europa, mica Copenaghen e Verona.

 

 

Luigi Testa