venerdì 16 novembre 2018
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Napoli tra fossi e buche, i cittadini dicono "basta"

centauro a terra

Incidente in via Cristoforo Colombo. Foto: repubblica.it

Napoli, città meravigliosa con il mare, la pizza, il Vesuvio, i suoi colori, i suoi panorami che tolgono il fiato…..ancora estasiati e sognanti dopo un quadro del genere, si entra in macchina e all’improvviso un sussulto, un tonfo, gli ammortizzatori si rompono e si rischia un incidente…. Non è tutto oro quello che luccica, benvenuti nella realtà, benvenuti nella Città Gruviera, nella Città Colabrodo. Troppi gli epiteti per una metropoli tanto bella quanto dannata a causa delle buche stradali che attentano alla vita dei suoi residenti. I napoletani per evitare i danneggiamenti ormai sono costretti a progettare una vera e propria “mappa delle buche”, ciò significa dar luogo a dei veri e propri “slalom” che molto spesso causano l’invasione delle altre carreggiate aumentando il rischio di sinistri. Ma i cittadini non sono né piloti di formula uno né stuntman, così praticamente ogni giorno ne succede una nuova, e sempre più grave, e poco manca che ci scappi pure il morto. A risentirne di questo illogico disagio non sono solo gli automobilisti che vedono arrecarsi puntualmente danni ingenti e costosissimi alle proprie autovetture ma, in particolare, la categoria più a rischio è rappresentata da coloro che scelgono di spostarsi sulle due ruote. Proprio nello scorso week end, si è verificato un incidente in via Marina, la più odiata, la più ricca di buche e purtroppo anche la più trafficata.
Un centauro di 39 anni è letteralmente precipitato dentro una fossa in via Cristoforo Colombo ed è caduto violentemente sull’asfalto. Dopo ben venti minuti di attesa il malcapitato è stato trasportato in ospedale.  Gli esiti? Contusioni varie e traumi all’addome ed al torace con una prognosi di dieci giorni. Ironia della sorte nello stesso giorno un altro incidente in via Ferraris, dove a finire in una voragine è stata una macchina. I danni riportati  fortunatamente sono stati “solo” al veicolo….Situazioni alquanto bizzarre, avvenute proprio dopo la chiusura delle indagini riguardanti le buche in città, di cui è titolare il pm Stefania Buda. La prima battuta di inchiesta si è compiuta con gli avvisi di garanzia a due dirigenti comunali, indagati uno per omissione di atti d’ufficio e l’altro per omissioni d’atti d’ufficio e lesioni personali colpose a proposito di un impressionante incidente capitato ad un motociclista cascato in una buca in via Boccaccio a Posillipo. I numeri relativi agli incidenti sono scandalosi: primo semestre 2012, ben 900 incidenti mentre nei soli primi due mesi del 2013 la cifra già è salita a quota 200. Le segnalazioni ormai sono troppe, ed anche se vengono eseguite riparazioni, non è dato sapere per quale arcano motivo dopo poco i fossi si riformino. Forse sono lavori superficiali, forse si “rattoppa” alla meglio, forse i materiali sono scadenti.  E come se ciò non bastasse, la situazione precipita durante i giorni di pioggia, nei quali l’acqua riempie, inonda le voragini dando origine a delle enormi piscine di fanghiglia. Unica soluzione? Porre auto della Polizia Municipale a pattuglia delle fosse per evitare incidenti e nel contempo paralizzando la viabilità napoletana.
Questo è quanto il Comune e la società partecipata Napoli Servizi possono fare per i cittadini che, sull’orlo di una crisi di nervi, cominciano a “fare da soli” ed a proprie spese : infatti a Capodimonte, dopo ben due anni di denunce e proteste, è stata fatta una colletta e con soli 350 euro le strade in via Scaglione sono state rattoppate con asfalto e stabilizzante. E’ proprio il caso di dire che chi fa da sé fa per tre. Ma da questo film dell’orrore non ne escono indenni nemmeno i pedoni, anche loro a rischio, tra marciapiedi dissestati, buche che spuntano all’improvviso e mattonelle stradali rotte ed instabili. E’ il caso di piazza San Vitale nel quartiere Fuorigrotta: sembra un pittorico “chiaro-scuro” il contrasto creato dai San Pietrini “esplosi” sui marciapiedi e la supernuovissima e liscissima pista ciclabile.

Buche a San Vitale e pista ciclabile

San Vitale: buche e pista ciclabile. Foto: Bruna Di Matteo

Gli stessi San Pietrini che “attentano” all’integrità delle persone, soprattutto nel week end, quando l’affluenza aumenta a causa dei mercatini organizzati in piazza. Procedendo poi  per viale Augusto, dove è possibile trovare sui marciapiedi, delle cavità addirittura colme di rifiuti.

viale augusto e buche

Viale Augusto: marciapiedi con fossi. Foto: Bruna Di Matteo

Viale Augusto con buche e spazzatura

Viale Augusto: fossi e spazzatura. Foto: Bruna Di Matteo

Gli stessi marciapiedi che nella scandalosa via Giulio Cesare si presentano insidiosi, squarciati come frutto di un bombardamento e che vanno a braccetto con dei “buchi neri “(tra l’altro posti  nei pressi di una scuola media) che a confronto la Fossa delle Marianne, sembra una semplice e graziosa pozzanghera. Ma perché si è arrivati a questo? Cosa c’è che non va? La possibile risposta risiede nelle cifre da paura relative ai risarcimenti, che, all’anno  costano, a detta del Comune di Napoli, circa due milioni e mezzo di euro. Soldi, questi, che infoltiscono il famoso grattacapo dei debiti fuori bilancio, motivo dei dissesti economici dello stesso ente i cui veicoli, tra l’altro, sono senza assicurazione dal  2009 a causa del rialzo improvviso delle polizze Rc Auto.

Ricapitolando, a Napoli non ci si può spostare con le quattro ruote, né con le due ruote, tanto meno a piedi. Forse la soluzione giusta potrebbe consistere nell’acquisto di un elicottero, ma già i cittadini pagano a proprie spese le riparazioni stradali, comprare un aeromobile sarebbe davvero troppo. E per tutti questi incidenti? Con chi prendersela? I napoletani sono stanchi di sopravvivere in questa città, stanchi di sentirsi costantemente in pericolo anche per una passeggiata, il conto è salato e prima o poi qualcuno lo pagherà. Sì, ma chi?, dato che i risarcimenti danni ottenuti dai cittadini, danneggiati dal manto stradale, contro il Comune tardano ad arrivare? Arriveranno mai? Ma questa è un’altra storia…

 

Bruna Di Matteo