domenica 18 novembre 2018
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Esame d’inglese per il Napoli, ma con l’Arsenal c’è bisogno di un’impresa

Foto : Sportsdirectnews.com

L’ultimo successo di una squadra italiana in casa dell’Arsenal risale alla stagione 1999-2000, quando la Fiorentina riuscì ad espugnare Wembley con una rete di Batistuta: da allora i Gunners hanno cambiato dimora, traslocando all’Emirates ma nessun altro club del nostro campionato è riuscito ad uscire dal fortino londinese con i 3 punti in tasca. Dunque al Napoli di Benitez è concessa la ghiotta e difficilissima occasione di sfatare il tabù Emirates  ma per far ciò gli azzurri dovranno ripetere quanto fatto al San paolo contro il Borussia Dortmund e giocare al massimo delle loro possibilità.
Tuttavia le notizie provenienti dall’infermeria partenopea alla vigilia del match non sono confortanti, dato che Albiol e Higuain sono in forte dubbio per la sfida dell’Emirates, cosa che minerebbe le speranze del Napoli, il quale potrebbe soffrire oltremodo l’assenza del centrale spagnolo, più che quella dell’asso argentino, visto lo stato di forma di Cannavaro, il maggior indiziato a prendere il posto di Albiol al centro della difesa.  Dal canto suo anche l’Arsenal dovrà tener conto delle pesanti assenze che modificheranno l’undici iniziale di Wenger, il quale dovrà fare a meno della velocità di Walcott e Oxelade Chamberlain e della classe di Cazorla e Podolsky, sebbene il recupero di Rosicky permetterà al tecnico transalpino di potersi schierare con il solito 4-2-3-1.
Ovviamente i pericoli maggiori per gli azzurri proverranno da Ozil, acquistato nell’ultimo giorno di mercato per 50 milioni di euro dal Real Madrid, e dal centrocampista gallese Aaron Ramsey che in questo inizio di stagione ha messo a segno 8 reti nei 9 incontri disputati con i Gunners tra Champions e Premier. Tuttavia i londinesi potrebbero soffrire la velocità di Zuniga, Armero e Insigne, visto che sugli esterni Sagna e Gibbs, in special modo quest’ultimo, non danno il meglio di sé in fase difensiva e Mertesacker e Koscielny hanno nella lentezza uno dei loro punti deboli. Insomma, se il Napoli saprà tenere testa al centrocampo degli inglesi e  limitare gli spunti di Ozil e gli inserimenti di Ramsey, potrebbe uscire dall’Emirates con almeno un punto in saccoccia. Peccato soltanto che tra il dire e il fare ci sia di mezzo un oceano chiamato Arsenal.

 

Luigi Testa