venerdì 22 Ottobre 2021
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Monocle, portrait de S. von Harden arriva a Napoli alla Galleria Toledo

large monocle sylviaIl palcoscenico come il quadro di Otto Dix: solo uno specchio e un tavolo, con un drink non ancora consumato, e poi arriva lei, Sylvia, dall’aspetto androgino, con le gambe rinsecchite e le labbra sottili, il naso gobbuto, il taglio di capelli mascolino e ciò che maggiormente la contraddistingue: un monocolo.
Il ritratto va in scena, prende vita, e si racconta. Sylvia von Harden era una giornalista tedesca degli anni venti, che affascinò il pittore Otto Dix a tal punto, che egli decise di raffigurarla nel famoso quadro “Ritratto della giornalista Sylvia von Harden”, riconoscendone gli aspetti della donna moderna, con il taglio di capelli alla garçonne, il monocolo e la sigaretta, una donna che è espressione non della bellezza classica, bensì della propria condizione psicologica. Nel 1959 Sylvia von Harden ricorda, nel suo articolo “Ricordi di Otto Dix”, il loro incontro.
Sylvia von Harden : «Così lei vorrebbe dipingere i miei occhi senza luce, il mio naso gobbuto, le mie labbra sottili, lei vorrebbe dipingere le mie mani da strega, le mie gambe rinsecchite, i miei enormi piedi, capaci tuttalpiù di spaventare, ma non di certo di ringioviare nessuno?»
Otto Dix : «Descrizione perfetta! questi tratti riuniti insieme daranno il disegno di un’epoca in cui ciò che conta di una donna non è la sua bellezza ma la sua emanazione psichica».
Monocle, portrait de S. von Harden è una produzione del Théâtre National du Luxembourg – Compagnie Ghislain Roussel e traduce in versione teatrale questo ritratto. Drammaturgo e regista è Stéphane Ghislain Roussel, le musiche sono di Viktor Ilieff, Julie Läderach al violoncello; Amaëlle Broussard al sassofono; Yoshiko Tominaga al pianoforte e Jeanne Moreau, canzone indiana.
Partendo dalle pose per l’artista, il testo – inizialmente centrato sui fatti o testimonianze d’epoca – prende la forma di un monologo unico che ci immerge nell’universo privato della famosa giornalista. Lo spettacolo è quasi interamente in tedesco, con qualche frase in francese; tutto sottotitolato, eccetto la parte in cui Sylvia canta una canzone su Berlino, la città in cui viveva negli anni ’20.
Un’interpretazione notevole, quella di Luc Schiltz, unico attore sulla scena, che riesce a catturare l’attenzione del pubblico e a mantenerla costante per oltre un’ora, compito abbastanza difficile, considerando anche il fatto che recita in tedesco davanti a un pubblico italiano, costretto a leggere i sottotitoli, e che deve alternare al monologo l’interpretazione di vari personaggi (Sylvia, il pittore Otto e il “padrone del castello”), e alle parti recitate piccole scene di canto e ballo.
I protagonisti dello spettacolo hanno incontrato il pubblico in occasione di un Flashmob/intervista domenica 13 aprile alle 19.30 presso la sede ARCIGAY Napoli e alle 22.30 nella zona Chiaia nel bar Il Ghetto. Inoltre lunedì 14 aprile alle 18.00 presso l’Institut Français de Naples nell’ambito de “I lunedì della Mediateca” è stato possibile interloquire con il regista Stéphane Ghislain Roussel e la storica dell’arte Accademia delle Belle Arti Napoli Federica De Rosa.
Uno spettacolo decisamente “difficile” da interpretare e da seguire, manifestazione di un teatro espressionista “consapevole”, con finale a sorpresa.
Orario spettacoli: unica mattinata – 15 aprile ore 10.30; da martedì a sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietti: da martedì a venerdì intero 15 euro; ridotto 12 euro; under 30, 10 euro; sabato e domenica intero 20 euro; ridotto unico 15 euro.
Info: +39 081425037 , galleria.toledo@iol.it
Metro: linea 1 / stazione Toledo, uscita Montecalvario
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