venerdì 16 novembre 2018
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Design: a Milano “La sindrome dell’Influenza”

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Il manifesto. Foto: tribenet.it

“La Sindrome dell’Influenza”: è il titolo della sesta edizione del Triennale Design Museum di Milano, dedicata ”a un’attitudine propria del design italiano”, ”la capacita’ di assimilazione, la curiosità  e il desiderio di confrontarsi con altri linguaggi e altre culture per avviare nuovi progetti e nuove elaborazioni”, quella ”facoltà” di ogni linguaggio di esercitare un’azione su un qualsiasi altro linguaggio, all’infinito”, motivo da cui e’ nato il titolo. L’esposizione – aperta dal 6 aprile al 23 febbraio 2014 – è un viaggio nella storia del design italiano dal dopoguerra a oggi, organizzato in tre parti, corrispondenti a tre zone del percorso espositivo e a tre momenti della vicenda narrata. Un racconto corale e polifonico che vede il coinvolgimento di 22 designer italiani e internazionali, impegnati nella realizzazione di inedite installazioni site-specific.

Nella prima parte (‘L’invenzione del design italiano’) dieci stanze-installazioni sono dedicate ai maestri del ‘periodo d’oro’ del design italiano. Ognuna, opera di un designer contemporaneo, è dedicata a un maestro degli anni ’50/’60 per evocare l’origine di una ricerca che ha fatto del design tricolore un fenomeno culturale internazionale. La seconda (‘La distruzione creatrice’) è invece incentrata sul racconto orale delle vicende del periodo successivo, fatto nella maggior parte dei casi con interviste ai testimoni dell’epoca, in modo da raccontare il contesto delle trasformazioni politico economiche e culturali che mettono in crisi l’ambito elitario postbellico e la figura del designer nel suo rapporto privilegiato con un determinato sistema produttivo e simbolico. La terza parte (‘Il nuovo contesto’), infine, presenta il modo in cui i nuovi brand si dispongono nel contesto del Made in Italy, attraverso 12 vetrine-installazioni che espongono la filosofia dei marchi protagonisti, il modo con cui determinano la propria strategia produttiva, l’immagine e la scelta dei designer.

 

Bruna Di Matteo