giovedì 18 ottobre 2018
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Milano, deraglia il treno da Cremona: 3 morti e 50 feriti

milanoMilano – Deraglia il treno della tratta Venezia – Milano. L’incidente ha provocato 3 vittime e 50 feriti. Aperta un’inchiesta per individuare eventuali responsabilità.

Questa mattina un convoglio di Trenord di sei vagoni è uscito fuori dai binari fino a schiantarsi contro un palo. Erano poco prima delle 7 del mattino quando il treno ha concluso la sua corsa a Pioltello. Partito da Cremona poco prima delle 5:32 con direzione Milano – Porta Garibaldi, era sparito dai “radar” delle ferrovie intorno alle 6:56.

Il bilancio delle vittime è di 3 morti, tutte donne (Pierangela Tadini, 51 anni; Giuseppina Pirri, 39 e Ida Maddalena Milanesi, 61), e circa 50 feriti di cui 4 in condizioni gravissime ( in codice rosso ma non in pericolo di vita). Ad avere la peggio sono stati i passeggeri del terzo vagone che, dopo il deragliamento, è finito accartocciato e distrutto nell’impatto. Moltissimi coloro che sono rimasti incastrati tra le lamiere ed hanno dovuto attendere i soccorritori per poter uscire dalle carrozze.

Il macchinista, dopo l’incidente, dichiara: “Ho frenato ma era troppo tardi” ed aggiunge “Quando ho sentito che vibrava tanto, ho azionato subito il freno ma era già troppo tardi, il treno era già fuori dai binari”.

Secondo gli inquirenti, l’incidente parte già un chilometro prima della stazione di Pioltello quando il treno viaggia a 140 km orari ed un pezzo di rotaia, lungo circa 23 centimetri ha ceduto ed è stato poi ritrovato a 20 metri dai binari. Per accertare le cause dell’incidente sono state sequestrate le carrozze, l’intera area e i documenti inerenti la manutenzione dei convogli. L’inchiesta è stata aperta per disastro colposo.

Il responsabile dei Trasporti per il governo, Graziano Delrio, ha convocato una riunione straordinaria in prefettura a Milano per fare il punto della situazione: “Il sistema ferroviario italiano è certamente uno dei più sicuri al mondo ma vogliamo la verità, la si accerti rapidamente, perché è inaccettabile morire mentre si va al lavoro”. Per questo è già stata attivata “una commissione d’inchiesta ministeriale parallela che non interferisce con la Procura cui abbiamo dato tutta la nostra collaborazione”.