martedì 22 gennaio 2019
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Il metodo Salvini: dai terroni parassiti agli immigrati clandestini

“Senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani. Oh colerosi, terremotati, voi col sapone non vi siete mai lavati”: è un’immagine triste, da riunione di vecchi ultras ubriaconi, quella registrata a Pontida nel 2009, mentre un gruppo di uomini e donne, agghindati con i simboli ed i colori della Lega Nord, cantano questo becero coro da stadio.
Nel mezzo, con una birra alzata a mo’ di calice, un uomo sbarbato e visibilmente alticcio guida il gruppo in questa patetica espressione di disagio collettivo: quell’uomo, un certo Matteo Salvini, è oggi il ministro dell’Interno del Governo Conte.

Il video, ai tempi, non fece particolare scalpore, considerata la politica apertamente separatista dei leghisti e le palesi antipatie nei confronti dei napoletani e dei meridionali in generale. Si trattava solamente, dopotutto, dell’ennesima dimostrazione di un partito abituato a questo tipo di uscite infelici.
Adesso, però, la Lega di Salvini è cresciuta, espandendosi oltre i confini padani, andando a cercare consensi anche al Sud, bistrattato per tanti anni.
Questo filmato, di conseguenza, è servito a smascherare l’ipocrisia del segretario leghista, diventando una sorta di memorandum per tutti i “terroni” che mai volessero farsi tentare dalla retorica populista di Salvini.

Non sarebbe giusto, però, fermarsi semplicemente a biasimare il comportamento patetico del nostro “amato” ministro. Viene spontaneo chiedersi, infatti, come mai negli ultimi anni Salvini abbia avuto un cambiamento così radicale nei nostri confronti, imparando ad amarci con tutto il suo cuore, nonostante il colera e la puzza, sviluppando allo stesso tempo una fobia totale nei confronti dei migranti.

La risposta, in realtà, è più semplice di quanto possa sembrare: cavalcando l’onda della rabbia nei confronti dei migranti che ha investito il nostro paese negli ultimi anni, il segretario della Lega ha deciso di spostare il nemico dal terrone-puzzolente-ed-ignorante al nero-che-ci-ruba-il-lavoro. In questo modo ha permesso al partito di espandersi oltre ogni possibile confine geografico, raggiungendo un record assoluto di consensi: Salvini, infatti, ha creato nelle classi più basse della nostra società l’idea di un nemico comune, capro espiatorio di ogni male.

Un’idea che non ha niente di nuovo, in realtà, essendo la spina dorsale di ogni nazionalismo. In questo caso, però, Salvini è stato particolarmente abile nello sfruttare la rete online, bombardandoci ogni giorno di notizie, più o meno vere, sui migranti, disegnati come assassini, pedofili e spacciatori.
La memoria corta di una buona parte dei meridionali, poi, ha fatto il resto: cancellando ogni ricordo del Salvini del 2009.
Questo articolo, dunque, vuole fungere soprattutto da messaggio ai giovani, napoletani e non, che nei prossimi anni avranno la possibilità di votare e fare la differenza: mantenete ben impresso nella vostra mente quel coro di scherno e non permettetegli di calpestare la nostra dignità ancora una volta.