lunedì 19 novembre 2018
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Maturità: contributi alle stelle per i privatisti. Perchè?

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Il desiderato diploma. Foto: itas-dannunzio.it

Tempi duri per chi deve prendere la Maturità, soprattutto se da privatista. Oltre alla difficoltà di doversi preparare in maniera autonoma, magari alternando lo studio con il lavoro, non mancano ostacoli economici sotto forma di contributi scolastici. I famosi contributi volontari, spacciati per obbligatori, colpiscono anche quelli che a scuola tornano solo per prendere il desiderato diploma: tra esami di idoneità, necessari per essere ammessi all’esame, ed iscrizione all’esame di Stato, la richiesta può arrivare fino a 300 euro. E’ quanto emerge da una ricerca svolta da Skuola.net sulla scia di quanto fatto già negli anni passati ed alla luce delle nuove segnalazioni. Ma come funziona questo costoso percorso? Una volta che l’Ufficio Scolastico assegna al candidato la sede scolastica in cui svolgere l’esame ed aver pagato le tasse erariali (12.09 euro per l’esame, 15.13 euro per il ritiro del diploma), ci si può trovare dinnanzi una richiesta di denaro imprevista.

Come nel caso di uno studente lavoratore dell’Istituto Tecnico ‘”F. Carrara’” di Lucca, al quale è stata recapitata una lettera in cui si raccomandava di dover sborsare 300 euro per sostenere l’esame preliminare, come da delibera del Consiglio di Istituto del 7 Febbraio 2013. In queste condizioni, senza la dovuta informazione, lo studente si è ritrovato a pagare senza batter ciglio a meno di non iniziare una battaglia con la scuola a colpi di lettere ed incontri che si sono trasformati inevitabilmente in trattative sul prezzo finale: le scuole, infatti, non hanno il potere di stabilire il pagamento di imposte o tributi, quindi queste delibere di Consiglio hanno validità solo sull’importo ma non sulla natura dello stesso, che resta volontario. Ma, come evidenzia Skuola.net, non si tratta di casi isolati: bastano alcune ricerche su Google con le parole chiave giuste e sui siti delle scuole compaiono circolari nelle quali si richiedono contributi, a vario titolo e con vari nomi. Ad esempio, tra esami preliminari e Maturità al Niccolò Braucci di Caivano (NA) servono 280 euro, 250 invece al Natta come anche al Feltrinelli di Milano, sempre a Milano si chiedono 300 euro al Liceo Agnesi di cui 100 di cauzione (?), 250 al Vendramin Corner di Venezia, 160 al Piaget di Roma.
Tuttavia anche per i maturandi frequentanti la vita non è semplice: l’80% dichiara di aver versato una somma che può variare dalle poche decine di euro nel caso più comune ma anche superare  i 50 euro. Dichiara Daniele Grassucci, Responsabile delle Relazioni Esterne :

Le richieste di contributi per sostenere l’esame di Maturità a carico dei privatisti sono un fenomeno ormai noto da anni e come si può vedere molto spesso è alla luce del sole, visto che le richieste di denaro sono quantificabili e visibili direttamente sui siti delle scuole. Rispetto alla ricerca condotta lo scorso anno, abbiamo notato che alcuni istituti censiti hanno smesso di pubblicare sul proprio sito moduli o circolari da cui si poteva evincere la richiesta di denaro. Hanno smesso o continuano a farlo in maniera più discreta? Non è dato saperlo

Ennesima vergogna, ancora portafogli svuotati senza una motivazione. E questa volta a “pagare” in tutti i sensi, sono i giovani che cercano di costruirsi il futuro. Non c’è che dire gli stimoli che ci regala il Paese per la formazione e la cultura sono sempre gli stessi…..avvilenti.

 

Bruna Di Matteo