lunedì 19 novembre 2018
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Pianeta Rosso, ritrovati minerali idrati

foto articolo acqua marte

La supertecnologia “Marziana”. Fonte: diregiovani.it

Nuova esilarante scoperta dal Pianeta Rosso:  si tratta di  minerali che contengono acqua intrappolata nella loro struttura. Li ha individuati il rover della Nasa Curiosity, giunto su Marte lo scorso 6 agosto 2012. A una settimana dalla rivelazione che sul Pianeta in passato vi era un ambiente favorevole alla vita, oggi l’Agenzia Aerospaziale Americana annuncia la scoperta della presenza di minerali idrati, cioè, contenenti molecole d’acqua nella loro costituzione. Questi ultimi, nello specifico, sono stati individuati soprattutto nell’area di Yellowknife Bay che probabilmente, in tempi remoti, era il letto di un fiume o di un lago e dove Curiosity ha perforato per la prima volta una roccia marziana.
Il traguardo conquistato è stato possibile grazie a tre strumenti di altissima tecnologia: la telecamera a infrarossi Mastcam, lo strumento russo DAN (Dynamic Albedo of Neutrons), che spara neutroni sulla superficie di Marte per cercare tracce di idrogeno e lo spettrometro canadese APXS (Alpha Particle X-ray Spectrometer. In particolare, lo strumento russo Dan ha rilevato principalmente gli atomi di idrogeno nelle molecole di acqua legate ai minerali. Il Dott. Maxim Litvak, dell’Istituto di Ricerca Spaziale di Mosca, ha proferito a riguardo: ”L’acqua, a Yellowknife Bay, è presente in quantità maggiori rispetto alle aree visitate finora da Curiosity”. Alla conferenza è intervenuta anche Melissa Rice del California Institute of Technology: ”Queste vene luminose contengono sostanze minerali idrate che sono diverse dai minerali argillosi presenti nella roccia circostante”. La composizione rilevata da Curiosity nelle aree visitate è costituita maggiormente da basalto, il tipo di roccia più comune sul Pianeta Rosso ed è il materiale di base per le rocce sedimentarie esaminate dal rover. Le stesse rocce che a Yellowknife Bay probabilmente, ha spiegato la Nasa, si sono formate quando le rocce basaltiche sono state frantumate dall’acqua, trasportate, ri-depositate come particelle sedimentarie, e mineralogicamente alterate dalla collocazione prolungata al liquido.

 

Massimiliano Notaro