Foto di Gianni Fiorito

Secondo film per Nunzia De Stefano, che a cinque anni dall’esordio con Nevia torna alla regia con Malavia, storia di formazione del tredicenne Sasà aspirante rapper della periferia napoletana.

Presentato lo scorso autunno alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Freestyle, Malavia arriverà nelle sale a partire dal 26 marzo. A Napoli è stato presentato in anteprima martedì 17 marzo al Cinema Metropolitan.

De Stefano sceglie una Napoli lontana dalla patina glamour, immergendosi nel mondo degli aspiranti rapper di periferia. La prima sfida è proprio quella di confrontarsi con una rappresentazione che rischia di ricadere nei cliché del crime legato alla violenza o nel “già visto”, cercando invece una voce e un racconto personale.

La narrazione procede in modo lineare, in alcuni momenti quasi didascalica, i personaggi compiono esattamente ciò che ci aspetteremmo da loro.

Sasà (Mattia Cozzolino) vive con la giovane madre — il padre è scomparso durante la gravidanza — e trascorre le giornate tra spinelli e giri con i due migliori amici, Nicolas e Cira.

L’incontro con Yodi, rapper napoletano della old school che gestisce un negozio di dischi (interpretato dall’autorevole PeppOh, alias Giuseppe Sica), sembra offrirgli un’occasione: Yodi lo spinge a scrivere un brano dedicato alla madre Rusè (Daniela De Vita) verso la quale nutre un attaccamento viscerale, con una gelosia a tratti patologica.

Sedotto dalla possibilità di un successo facile e dalla voglia di emergere, Sasà viene travolto dagli eventi e finisce per smarrirsi. Dovrà trovare – grazie alle persone che ama – il modo per riscoprire la sua voce.

Uno dei punti di forza è il cast: la loro autenticità è palpabile, lasciano emergere una sincera empatia verso il mondo che raccontano e un legame profondo con il territorio.

La ricerca di una possibilità in un finale sereno restituisce speranza rispetto al realismo crudo del film.

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