giovedì 15 novembre 2018
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L’orologio

L’orologio
L’orologio meccanico è la macchina del tempo più affascinante ancora esistente.
L’orologio meccanico è la macchina del tempo ancora oggi in circolazione nel mondo. In realtà, non è altro che una molla che attiva una serie d’ingranaggi. Una volta che lo carichiamo tramite la corona situata a lato destro della cassa, una spirale di metallo funge da accumulatore di energia che a sua volta la dipana agli ingranaggi mettendo in moto una serie di rotismi che fanno spostare le due lancette che segnano l’orario. Questo gioco d’ingranaggi può stabilire anche la data (in questo caso è la riduzione di un movimento dell’ingranaggio che fa scattare la data ogni due giri completi delle lancette); c’è poi anche il calendario perpetuo, in modo che l’orologio automaticamente segna il trentesimo giorno dei mesi bisestili. Esistono anche orologi meccanici che sono costruiti con molte complessità come calcolare l’orbita solare, le fasi lunari, lo zodiaco, i livelli delle maree, ecc. Contro il predominio incontrastato dei computer, l’orologio meccanico è in grado di svolgere molte funzioni senza l’ausilio dell’elettronica e riservare il suo fascino. L’orologio ha avuto il suo boom di vendite fino agli anni settanta perché poi fu sostituito da quello elettrico, contenente una batteria. E’ l’elettricità che conferisce energia ai cristalli di quarzo che, in questo caso, sarebbero gli ingranaggi, e vibrano grazie alle frequenze opportunamente convertite in pulsazioni elettriche: i rotismi che attivano un motore. Quindi, le lancette si muovono. Il movimento al quarzo è più preciso e affidabile rispetto a un movimento meccanico perché la lancetta dei secondi si muove a scansione elettrica al secondo, mentre la lancetta in uso negli orologi meccanici è più leggera e qualche improvvisa limitazione dell’ingranaggio o della stessa, può recare uno scompenso seppur minimo dei secondi.
In Grecia, già nel V secolo a.c., c’era negli uomini il bisogno di misurare il tempo. E il sole con il suo movimento, fu primo orologio. Infatti, grazie al sole, il quale batteva sugli obelischi (gnomoni), situati in zone isolate proiettavano sul terreno le ombre. L’altezza dello gnomone era divisa in dodici parti della giornata, le quali s’intersecavano con dei cerchi e segni tracciati sul terreno, e con la lunghezza delle ombre si stabiliva, così, il primo orario. L’ombra più corta era quella di mezzogiorno.
Dopo l’orologio a carica manuale e quello automatico, con il movimento del polso, c’è stata l’invenzione di quello elettrico, al quarzo. Oggi la tecnologia moderna impone sul mercato lo smartwatch (computer da polso), che farebbe presupporre la sostituzione in toto dell’orologio da polso. Invece, c’è un richiamo alla tradizione nonostante molte persone si siano liberate del piccolo ingombro sul polso rivolgendo l’informazione del tempo a quello segnato sul display dello smartphone, e si è registrata la netta diminuzione della vendita di orologi svizzeri pregiati. L’orologio da polso, però, prodotto da marchi famosi di una fascia media, grazie alle vendite sui canali online, dove molti orologiai e appassionati hanno aperto siti e, quindi, con un sostanziale risparmio sul prezzo di listino rispetto al negozio, ha avuto un incremento di vendita notevole. E alcuni orologiai, per andare al passo col tempo hanno incluso nella struttura dell’orologio classico anche i modi di funzionare digitali. L’orologio è ciò che non potrà mai essere sostituito da altri segnatempo: è lo strumento che velocemente ti informa del tempo con il solo movimento del braccio; è un completamento dell’abbigliamento e ha una spiccata eleganza sul polso; fa ricordare con precisione gli appuntamenti. Alcuni modelli non sono nemmeno costosi e milioni di collezionisti, appassionati, sparsi nel mondo, ci fanno riflettere sulla preziosità di questo piccolo e unico oggetto meccanico ancora oggi in uso.