giovedì 15 novembre 2018
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L’Inter a Thohir, ma ai tifosi nerazzurri toccherà ancora pazientare

Foto : Avantionline.it

Dopo 18 anni e 16 trofei conquistati Massimo Moratti lascia in mano a Erick Thohir, facoltoso imprenditore indonesiano, il destino dell’Inter, ma i tifosi nerazzurri  si illudono, se pensano che il nuovo presidente possa ripetere le gesta dei vari Abramovich e Mansour. Infatti la recente campagna acquisti fatta dall’Inter sposa in pieno il nuovo progetto indonesiano, ovvero puntare su giovani di sicura prospettiva , dando sempre e comunque un occhio al bilancio, insomma non ci sarà spazio per spese folli, ma la volontà di costruire una squadra vincente c’è, basterà armarsi di pazienza.
Pertanto chi si aspetta un’Inter spendacciona e subitaneamente competitiva per la conquista dello scudetto resterà deluso, visto che durante il mercato di riparazione l’unico colpo di una certa rilevanza economica e tecnica potrebbe essere il centrocampista del Cagliari Radja Nainggolan,  espressamente richiesto da Mazzarri e Thohir, viste le origini indonesiane del centrocampista belga. Inoltre è da escludere un repentino cambio di guida tecnica, ipotesi paventata da diversi giornalisti,  dato che per ora Mazzarri  ha dalla sua i risultati e gode della stima dell’ambiente nerazzurro, quindi ogni discorso riguardante possibili stravolgimenti sulla panchina dell’Inter è da rinviare alla prossima stagione, quando sarà possibile organizzare nel migliori dei modi la stagione a venire.
Dunque l’arrivo di Thohir non porterà, almeno per il momento, nessuna rivoluzione alla Pinetina , ma le intenzioni della proprietà indonesiana sono quelle di proseguire sulla strada già delineata da Moratti, sebbene quest’ultimo l’abbia imboccata con colpevole ritardo e abbia gettato al vento un patrimonio enorme derivante dalla Primavera nerazzurra, la quale in questi anni ha prodotto innumerevoli talenti, finiti poi a rinforzare altre squadre,  magari con Thohir tali nefandezze non si ripeteranno e l’Inter potrà tornare a coltivare sogni di gloria.

Luigi Testa