mercoledì 14 novembre 2018
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L’improvvisa impennata della carta stampata: le riflessioni sul caso

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Foto di Federico Vacalebre

1183730_430589_resize_597_334La crisi dell’editoria pesa come un macigno ormai da anni sull’economia mondiale e in particolare su quella del Belpaese. Economisti, esperti di comunicazione, opinionisti, dirigenti hanno proclamato e argomentato tutti  l’inesorabile decesso della carta stampata, eleggendo il web come erede indiscusso dell’informazione. La stampa tradizionale è oramai morta da tempo, a quanto sembra si tiene in vita ancora solo attraverso qualche ultimo superstite ancora in circolazione. Questo è quanto si credeva, questo è quanto pensavo, fino a prova contraria. Ma le prove che demoliscono, almeno in parte, questa convinzione sono arrivate proprio in questi giorni a seguito di due eventi che per motivi sebbene diversi, hanno scosso e non poco l’opinione pubblica. Ma andiamo con ordine.

Mercoledì 14 dicembre in allegato al “Fatto Quotidiano” esce una copia della rivista satirica “Charlie Hebdo”, a seguito del terribile attentato dello scorso 6 gennaio. A Napoli, le copie vanno esaurite in brevissimo tempo, un edicolante intervistato afferma: “Di solito ho una resa anche del 40%, le copie de il Fatto, oggi sono andati letteralmente a ruba“. Ancora, Il Mattino riporta la testimonianza dell’edicolante di Piazza De Martiri: “Cento copie? Le avrei vendute tutte prima delle dieci, ho avuto venti copie, neppure il tempo di dire buongiorno e se n’erano già andate. Non posso pensare a quante ne avrei potute vendere in una giornata intera. Sono venuti clienti che ne volevano tre, cinque, dieci copie”. Insomma solo in pochi sono riusciti ad aggiudicarsi le copie del giornale di Padellaro. Ma il caso si ripete analogo anche con un altro quotidiano di tiratura locale: “Il Mattino”. Questa mattina in allegato al quotidiano partenopeo è uscito il libro di 128 pagine interamente dedicate a Pino Daniele, a cura di Federico Vacalebre e Titta Fiore, un modo per rendere l’ultimo saluto al grande cantautore napoletano.

Ed anche in questo caso le copie in brevissimo sono andate esaurite, lasciando a mani vuote molti lettori. Ora le riflessioni che sorgono spontanee sono di due tipi. Da un lato è evidente che l’offerta si adatti alla domanda e che in queste situazioni la domanda è stata di gran lunga ed inaspettatamente superiore all’offerta, d’altro canto però i dati che ne sono venuti fuori ci dicono che forse la cara vecchia carta stampata non è ancora spirata del tutto. Che forse come in tutte le cose le serve solo un incentivo, una spinta, un valore aggiunto, per tornare appetibile agli occhi leggenti dei suoi fruitori. Perchè come dice la cara e saggia Mary Poppins: Basta un pò di zucchero e la pillola va giù” e  questa filastrocca vale forse anche per il comparto editoriale, sofferente sì, ma ancora non del tutto estinto.  

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.