lunedì 19 novembre 2018
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Lido Pola occupato, “bonifica e spazi per i cittadini. No a sgombero e speculazioni” – GUARDA VIDEO

pola Ancora dismissione dei luoghi pubblici, ancora danni ai cittadini napoletani, ancora Bagnoli vittima della cattiva gestione. Dopo il caso di Villa Medusa (vai all’articolo http://www.linkazzato.it/2013/06/in-evidenza/villa-medusa-occupata-iriqualifica/) adesso è la volta dell’ex Lido Pola. A gridare l’enorme stato di disagio è il collettivo Bancarotta, nato per il “risorgimento” di un quartiere devastato dall’acciaio, dall’Eternit, dalla chiusura delle fabbriche e dalla conseguente disoccupazione. Un progetto, quello del Bancarotta, che mira a creare la riqualificazione ambientale unita allo sviluppo sociale mediante l’organizzazione di eventi culturali, musicali, sportivi, di informazione e auto-formazione, migliore qualità della vita, ciclofficina popolare, luoghi di incontro e di partecipazione attiva. Un collettivo che ha le sue origini nell’ edificio di un’ex banca di Coroglio, chiusa in seguito al fallimento di un cantiere, e messa, poi, completamente a nuovo e restituita alla città grazie al duro lavoro dei membri del movimento.

Ma ben presto a causa del sequestro giudiziario dell’area per quella famosa bonifica mai iniziata, Bancarotta è stata obbligata a lasciare la propria sede. Anche se senza luogo i ragazzi del collettivo non hanno abbandonato i propositi di riqualificazione e rivalutazione del quartiere. Per portare avanti i propri ideali ed in attesa che dal Comune di Napoli arrivassero notizie relative a strutture alternative dove continuare le proprie attività, lo scorso 17 maggio il movimento ha occupato l’ex lido Pola di Coroglio. Sito storico di proprietà del Demanio, luogo che nel passato si è distinto per eventi culturali e sociali di ogni tipo, abbandonato  vergognosamente al completo degrado da almeno vent’anni. Una vera discarica a cielo aperto, inutilizzata, sporca che i membri dell’organizzazione hanno passo dopo passo riportato alla vita mediante opere di recupero, di messa in sicurezza, di progettazione partecipata, tutte opere fai-da-te e rigorosamente autofinanziate. Scopo principale è quello di creare un osservatorio sulla bonifica e sulla realizzazione della spiaggia pubblica sul litorale di Coroglio. Obiettivo, questo, che ha coinvolto anche diverse associazioni del territorio.

E non è finita qui. All’improvviso, dopo venti anni di silenzio, sono rispuntati gli interessi “speculativi” sulla struttura: gli ex-concessionari e l’ufficio del Demanio, oggi, rivendicano il lido ed hanno quindi imposto lo sgombero della zona. Azione che irrimediabilmente bloccherà i progetti di una Bagnoli finalmente “liberata” e vivibile – secondo gli attivisti di Bancarotta per i quali è necessario, invece, dare spazio ai cittadini, all’aggregazione ed alla condivisione attraverso spazi pubblici, “del popolo”.

Gli studenti, i ragazzi e precari del movimento sociale non si arrendono e si appellano al sindaco De Magistris, all’ intera amministrazione comunale ed all’ufficio del Demanio affinchè vengano mantenuti non solo gli impegni sulla bonifica dell’area ma anche per evitare “l’ennesima ricaduta repressiva ed irrazionale” e per aprire un confronto pubblico che metta, una volta per tutte, sul tavolo delle discussioni la tutela dell’ “agibilità democratica” di movimenti e cittadini attivi oltre che l’utilizzo del lido e degli altri spazi negati del territorio.

Si parla di bene pubblico, si parla di un territorio dalle potenzialità infinite, si parla della qualità della vita dei residenti, di strutture dell’area flegrea e di Napoli che rischiano di finire in mano a speculazioni private dedite esclusivamente ai propri interessi. Quando invece basterebbe davvero poco per aprirsi agli interessi comuni dei residenti di un’area già violentata e massacrata per anni. Basterebbe mantenere fede agli impegni presi…

Intervista a Francesca Fichera, attivista del collettivo Bancarotta

 

 Bruna Di Matteo