sabato 17 novembre 2018
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Legge sulla Terra dei Fuochi: punto d’inizio? altra fregatura?

Afragola (provncia di Napoli)- novembre 2012- L'intervento dei vigili del fuoco impegnati a spegnere un rogo di rifiuti speciali e tossici sotto un cavalcavia di una strada provinciale. I pneumatici rappresentano l'emblema della Terra dei Fuochi, vengono incendiati sia per favorirne lo smaltimento illegale, sia per mantenere alta la temperatura di combustione e permettere di smaltire e camiffare altri rifiuti speciali e più pericolosi. Ogni giorno, nella cosiddetta "Terra dei Fuochi" - che comprende un vasto territorio tra la provincia di Napoli e Caserta- nelle strade di campagna e sotto i cavalcavia, vengono appiccati decine di roghi tossici da malviventi, spesso legati alla mafia locale, che in questo modo smaltiscono tonnellate di rifiuti industriali e tossici.  Da fumi tossici si sprigionano enormi quantità di diossine cancerogene, che si depositano sulle coltivazioni e nei polmoni degli abitanti delle periferie.

Disastro ambientale nella Terra dei Fuochi

3 Dicembre 2013: il governo approva il Decreto legge sulla Terra dei Fuochi. 10 Dicembre 2013: il Decreto è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. 5 Febbraio 2014 il Decreto è convertito in Legge della Repubblica Italiana dopo il passaggio alla Camera e al Senato. Il provvedimento è passato con 174 voti favorevoli, 58 contrari e 12 astenuti. Gli astenuti sono i parlamentari di Sinistra Ecologia e Libertà mentre i contrari sono gli onorevoli del Movimento 5 stelle e quelli della Lega Nord.
Ma in dettaglio cosa prevede questa legge sulle emergenze ambientali e industriali? In primis bisogna dire che il testo non parla solo del disastro della Terra dei Fuochi ma anche del problema sanitario e quindi sociale creatosi nelle zone limitrofe all’Ilva di Taranto.
I punti salienti sono relativi all’introduzione del reato di combustione di rifiuti depositati in aree non destinate a discarica con pene che vanno dai 2 ai 5 anni di carcere (aumentata se ad appiccare il rogo sono aziende e non privati cittadini); stanziamento di 50 milioni di euro all’anno per il 2014 e il 2015 da dividersi tra gli abitanti della Campania e della Puglia per effettuare lo screening sanitario a cura dell’Istituto superiore della Sanità; conferimento di poteri speciali al prefetto di Napoli; istituzione al Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno di un gruppo per il monitoraggio e la mappatura dei terreni inquinati; l’uso dell’esercito per il presidio del territorio. Per il caso Ilva di Taranto la legge prevede la possibilità per il commissario straordinario di aumentare il capitale sociale, cedere le azioni e sbloccare beni sequestrati per operare un adeguamento ambientale e applicare l’autorizzazione integrata ambientale (Aia).
Il governo in toto ha plaudito la legge definendola come “un punto di partenza”, “un provvedimento che la Campania e i cittadini campani attendono da tempo”. Il Premier Enrico Letta in un tweet sentenzia che “dopo decenni è la prima risposta a quel dramma. Impegno ora ad applicarlo bene”; il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando lo definisce anche lui una riscossa, l’inizio di un percorso per affrontare l’emergenza in quell’area.
Tutti i partiti che hanno votato a favore definiscono la legge come il “migliore dei mondi possibili”. I senatori del Partito Democratico eletti in Campania, Angelica Saggese, Pasquale Sollo, Vincenzo Cuomo e Rosaria Capacchione, sottolineano come oltre alle modalità di bonifica la legge preveda anche severissimi protocolli di controllo mutuati dall’Expo 2015 di Milano in tema di eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata e che “i roghi nella Terra dei Fuochi – proseguono i senatori del Pd – sono un’emergenza che il Partito Democratico aveva assunto come priorità. Questo decreto, rapidamente convertito in Senato, comincia a dare risposte concrete ai cittadini. Ora va subito affrontata la questione del censimento delle fabbriche del falso, che producono illegalmente e dunque smaltiscono illegalmente. E’ un fenomeno ingente, e colpirlo è la prossima sfida”.
Anche Forza Italia ha parole positive per descrivere e commentare la legge.
I più severi censori sono invece i parlamentari del Movimento 5 Stelle che sia alla Camera che al Senato hanno protestato vivamente contro quanto viene stabilito dalla legge, contrastandola punto per punto. Il deputato pentastellato Salvatore Micillo durante il suo discorso alla Camera ribadisce più volte la linea dura del movimento chiarendo che secondo i grillini “questo decreto è nato ancora una volta sotto la stella del profilo emergenziale; non possiamo esimerci dal sottolineare tale punto e urlare che la Terra dei fuochi, così come le zone devastate dal punto di vista ambientale del Paese, non chiedono interventi straordinari o emergenziali ma un sano ritorno alla normalità e al rispetto delle regole”. Un’altra deputata campana a 5 stelle Vilma Moronese invece mette il punto sull’emendamento all’articolo 2 bis comma 5 presentato dall’Onorevole berlusconiano Paolo Russo in merito alla possibilità di far partecipare ai bandi per la bonifica anche le ditte sprovviste del certificato anti mafia appaltando quindi in deroga alle leggi anti mafia. La Moronese sottolinea come “l’Articolo 2 bis del Decreto Terra dei Fuochi è l’esatto copia incolla del Decreto legge 28 aprile 2009, n. 39 per il terremoto d’Abruzzo (..) Secondo voi è una notizia che con queste norme si ripeterà lo scempio avvenuto all’Aquila in materia di appalti ? Ma sopratutto la Camorra ha avuto il via libera che aspettava, la Camorra ha già messo le mani sulle bonifiche” .
A tale attacco l’onorevole Russo risponde con un comunicato. “Un favore alla camorra? Appalti e sub appalti in deroga alle normative antimafia? In quello che dice la senatrice grillina Moronese c’è una sola deroga ed è quella alla verità – le parole del forzista Russo. “L’emendamento di Forza Italia va esattamente nella direzione opposta: impone severi controlli, attraverso meccanismi di tracciabilità assoluta, per appalti, sub appalti, servizi e forniture anche sotto la soglia dei 100mila euro. Non è un caso, infatti, – continua Russo – che la norma risulti particolarmente gradita a magistratura e forze dell’ordine”
Ma quelli che realmente subiscono il disastro che dicono? chi ogni giorno vive il problema di quelle terre, mangia il cibo che quelle terre producono e respira i fumi dei roghi che ormai sono davanti gli occhi di tutti, che dicono? cosa ne pensano davvero del decreto e della successiva legge? Don Maurizio Patriciello da sempre in prima fila per far riconoscere l’emergenza ambientale che attanaglia molti comuni della provincia di Napoli e Caserta, si dice “contento perchè la Terra dei Fuochi finalmente è diventato un problema nazionale e questo è avvenuto grazie al lavoro dei volontari (…) ha vinto la linea del dialogo – aggiunge – l’unica strada che noi conosciamo” ma chiarisce che la legge è “un punto di inizio, non certo di arrivo”. Coloro i quali invece sono totalmente e assolutamente contrari a questa legge vedendola nè come punto di inizio nè come praparatoria ad una reale bonifica del territorio sono i volontari del gruppo” La Terra dei Fuochi che dal gruppo Facebook e dal loro sito ufficiale laterradeifuochi.it tuonano contro la legge definendola “una completa fregatura”. Il comitato, in un post sul social network, chiariscono – con un pizzico di amara ironia – che “ma se una beffa totale viene legittimata come il punto di inizio allora è facile immaginare quale possa esserne la conclusione” . In un comunicato Ansa i volontari del gruppo definiscono la legge “l’ennesima presa in giro, inadeguata e pericolosa, per quantità e gravità delle sue disfunzioni strutturali. L’ennesima beffa ai cittadini, da anni in attesa di soluzioni strutturali e concrete”.
Piccola nota a margine: il Senato della Repubblica ha votato il provvedimento legislativo senza poterne apportare alcuna modifica, approvandolo ingoiando un “boccone già masticato” come hanno lamentato alcuni senatori i giorni scorsi. Anche il presidente di turno Roberto Calderoli sulla “blindatura” non ha risparmiato la frecciata: “Il decreto sulla terra dei fuochi è stato trattenuto 52 giorni dalla Camera e il Senato in due giorni lo ha affrontato e approvato. Alla luce del dibattito sul superamento del bicameralismo perfetto, credo si debba aprire una discussione su quale sia il ramo da abolire”.
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