martedì 20 novembre 2018
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Legalizzazione delle droghe leggere: il si di Vendola e il PD?

mAlcuni politici vedono la proposta di legalizzare le droghe leggere solo un “buttare fumo negli occhi” ma oltre il gioco di parole cosa c’è? L’argomento affrontato in questi giorni riceve un sonante “si” da parte di Sel e dal “super hippie” Nichi Vendola di risposta il carroccio, dal cui membro Gianni Fava è partita la proposta, boccia la questione senza discutere. Il parere negativo parte dai vertici della Lega Nord, Maroni e Salvini.
La battaglia per la legalizzazione è ormai storica e  nonostante la musica italiana e non pulluli di inviti alla legalizzazione – dallo storico “Ohi maria ti amo!” alle parole degli Ska-p passando per Caparezza e la sua richiesta di legalizzare il premier – la questione è quantomai aperta. Il leader di Sel ribadisce la sua posizione definendo la legalizzazione come una «manna dal cielo per i narcotrafficanti», bollando la Fini-Giovanardi  del 2006 che ha inasprito le pene come «una legge sbagliata e feroce». La posizione di Forza Italia è prevedibilmente di opposizione alla proposta e il Pd stupisce con la stesura di un ddl da parte di Luigi Manconi presentato a palazzo Madama utile alla depenalizzazione per coloro che fanno uso personale di cannabis e dei derivati, puntando sul ripristino della distinzione relativa al trattamento sanzionatorio tra droghe leggere e droghe pesanti. A occuparsi della questione anche la deputata Lenzi capogruppo nella commissione Affari sociali, che parla del problema dell’affollamento delle carceri dovuto alla detenzione di spacciatori e consumatori di marijuana. 
Per quanto riguarda il resto del mondo l’uso della marijuana è legale in Uruguay, in Corea del Nord (dove non è considerata una droga) e in parte degli degli Stati Uniti (Colorado e Washington) dove è vietata a livello federale. L’uso a fini terapeutici è permesso in una ventina di stati come avviene – in Europa – per la Germania, Belgio, Svizzera e anche in Israele e Canada

Una cartina dell'Huffington post

Una cartina dell’Huffington post

Rossella Pardi