martedì 20 novembre 2018
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Le larghe intese si restringono. FI lascia la maggioranza

brunetta

Renato Brunetta capogruppo alla Camera per PDL e Forza Italia

Ieri , durante una conferenza stampa congiunta tenuta nella sala Nassirya di Palazzo Madama dai capigruppo al Senato e alla Camera di Forza Italia, rispettivamente Paolo Romani e Renato Brunetta, viene annunciato che il redivivo partito di Berlusconi esce ufficialmente dalla maggioranza di governo. Le larghe intese non ci sono più perché ormai a sostenere Letta e i suoi ministri ci sono, oltre ai parlamentari del Pd, solo i fuoriusciti dal Partito delle Libertà che sotto l’ala di Alfano hanno formato il gruppo parlamentare de Il Nuovo Centrodestra.
Prima di convocare la conferenza gli stessi capigruppo hanno informato formalmente di tale decisione sia il Capo dello Stato Napolitano che il Premier Letta – impegnato in un incontro con la Russia di Putin – i quasi dichiarano semplicemente di prendere atto dell’accaduto. I Capigruppo di FI hanno sottolineato che la motivazione a tale scelta politica è legata alla mancata fiducia alla legge di stabilità e che “venendo a mancare un partito come Forza Italia – afferma Renato Brunetta – ci sembra opportuno un passaggio formale da parte del presidente del Consiglio alle Camere, in modo che il Parlamento e il Paese possano vivere con chiarezza questa nuova fase della legislatura” e che “in un Paese normale, seguendo anche la prassi costituzionale – continua il capogruppo alla Camera di Forza Italia – il presidente del Consiglio, Enrico Letta, dovrebbe recarsi immediatamente al Quirinale per riferire al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, di quanto accaduto e decidere se presentarsi dimissionario alle Camere per chiedere la fiducia su una nuova base programmatica e con una nuova maggioranza a suo sostegno”.
In risposta a tali forti affermazioni Angelino Alfano, ex braccio destro di Berlusconi e leader del Nuovo Centrodestra, sostiene che abbandonare la maggioranza di governo e tentare di far cadere l’attuale esecutivo è solo un atto di irresponsabilità. Alfano è convinto che dietro tale decisione ci sia il voto sulla decadenza di Berlusconi e di contro afferma che “avevamo detto e ripetiamo che è sbagliato sabotare il governo e portare il paese al voto, per di più con questa legge elettorale, a seguito della decadenza di Berlusconi. La legge di stabilità è una scusa che non regge di fronte alle difficoltà del paese”. Nella serata di ieri al Senato la legge di stabilità ha ricevuto la fiducia. Oggi è previsto invece il voto sulla decadenza di Berlusconi e la manifestazione in piazza dei suoi sostenitori .

Emanuela Nicoloro