domenica 18 novembre 2018
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Le ingerenze di Berlusconi e la delegittimazione di Allegri alla base della crisi del Milan, nonostante Galliani

Foto : Tuttocalciatori.net

Quello che preoccupa di più in casa Milan non sono le squalifiche di Balotelli e Mexes, gli 8 punti in classifica ed il conseguente dodicesimo posto ma il nervosismo che spadroneggia nello spogliatoio rossonero. Nervosismo figlio dello stato di perenne tensione tra Allegri ed i vertici della società di via Turati, la quale sta pagando a caro prezzo gli errori fatti in sede di calciomercato e la delegittimazione della propria guida tecnica. Infatti, non è un mistero che tra i desideri di Silvio Berlusconi ci fosse quello di affidare la panchina rossonera a uno tra Seedorf e Van Baste; prima che Galliani intervenisse per rinsaldare la panchina di Allegri, promettendo al suo presidente il passaggio dal 4-2-3-1 al più amato 4-3-1-2. Schema che non solo ha fatto più danni della grandine ma che ha anche depauperato un patrimonio tecnico enorme che risponde al nome di Stephan El Shaarawy .
Come se ciò non bastasse, la dirigenza meneghina pur di soddisfare le pretese presidenziali ha destinato l’intero budget del mercato estivo per l’acquisto di  Matri e per il pagamento dell’oneroso ingaggio di Kakà. Colpi di mercato, questi, destinati soltanto per chi è deputato alla vendita di quotidiani sportivi dato che l’attaccante ex Juve è ancora a secco di reti ed il brasiliano ha collezionato una sola presenza, peraltro condita da una prestazione quanto mai deludente, con il Torino prima di fermarsi per un infortunio muscolare.
In sostanza, mentre i tifosi rossoneri chiedevano a gran voce l’acquisto di un terzino,un difensore centrale ed un centrocampista, Galliani e Braida si sono concentrati sul reparto che meno aveva bisogno di ritocchi. Inoltre il ritorno di Pazzini, attaccante molto simile ma nettamente superiore a Matri, rende ancor più insensate le scelte della dirigenza milanista, nelle quali si è deciso di percorrere la strada del soddisfacimento di capricci puerili e deliranti piuttosto che quella della razionalità e della competenza. Eppure Galliani ha dimostrato ancora una volta di poter fare miracoli, acquistando Poli e Birsa per quattro spiccioli e prendendo Kakà alle migliori condizioni possibili. Peccato soltanto che le capacità del miglior dirigente del calcio italiano debbano asservirsi alle volontà del suo presidente e che le sue intuizioni siano considerate alla stregua di rifiuti per la raccolta differenziata.

 

Luigi Testa