sabato 17 novembre 2018
Ultime notizie

La scuola che vorrei

Dove è finita la voglia di andare a scuola degli studenti? Diverse sono le cause, tra queste c’è sicuramente un deviamento dal pensiero primario di scuola. Alcuni hanno perso di vista il significato di varie cose; prendiamo ad esempio le interrogazioni. Prima le interrogazioni erano un modo per verificare ciò che si era appreso, infatti gli alunni studiavano per poi verificare le proprie competenze con l’ interrogazione.

Ormai la voglia di andare a scuola degli studenti è deceduta

Dove è finita la voglia di andare a scuola degli studenti? Diverse sono le cause, tra queste c’è sicuramente un deviamento dal pensiero primario di scuola. Alcuni hanno perso di vista il significato di varie cose; prendiamo ad esempio le interrogazioni. Prima le interrogazioni erano un modo per verificare ciò che si era appreso, infatti gli alunni studiavano per poi verificare le proprie competenze con l’ interrogazione.

Oggi la verifica non è altro che un modo per dare una valutazione su un pezzo di carta (un voto da 1 a 10). Quindi lo studente studia solo per avere un buon voto, questo porta a un disinteressamento per le materie studiate.

Ma non è soltanto questo il problema, ma è anche il modo in cui ci si propone agli studenti, molto spesso con sgridate e umiliazioni. Quindi gli alunni assumono un atteggiamento di sfida nei confronti dei professori non studiando, ma non rendendosi conto che si provocano danno da soli.

Secondo alcuni genitori, i professori, dovrebbero coinvolgere di più i ragazzi, ma allo stesso tempo non si rendono conto che attirare l’interesse di un giovane adolescente sia molto difficile.

Quindi come si può fare in modo che i ragazzi vadano a scuola con piacere?

Le risposte degli studenti sono queste:

n.1: vorrei avere la possibilità di entrare alle 9 con eventuale pranzo svolto a scuola: una volta finito di mangiare ci sarebbe un’ altra ora nella quale è possibile anticipare i compiti.

n.2: vorrei poter lasciare i libri o quaderni a scuola in appositi armadietti personali per poi alla fine di una lezione recarmi all’ armadietto, ritirare i libri dell’ ora successiva e recarmi in classe, eventualmente favorire l’uso del tablet per alleggerire il peso delle cartelle.

n 3: prolungare l’ intervallo di 20 minuti e inoltre aggiungere zone all’ aperto nel quale trascorrerlo.

n 4: aggiungere alle scuole spazi nei quali i ragazzi possono incontrarsi e organizzare feste.

Ormai la voglia di andare a scuola degli studenti è deceduta

Dove è finita la voglia di andare a scuola degli studenti? Diverse sono le cause, tra queste c’è sicuramente un deviamento dal pensiero primario di scuola. Alcuni hanno perso di vista il significato di varie cose; prendiamo ad esempio le interrogazioni. Prima le interrogazioni erano un modo per verificare ciò che si era appreso, infatti gli alunni studiavano per poi verificare le proprie competenze con l’ interrogazione.

Oggi la verifica non è altro che un modo per dare una valutazione su un pezzo di carta (un voto da 1 a 10). Quindi lo studente studia solo per avere un buon voto, questo porta a un disinteressamento per le materie studiate.

Ma non è soltanto questo il problema, ma è anche il modo in cui ci si propone agli studenti, molto spesso con sgridate e umiliazioni. Quindi gli alunni assumono un atteggiamento di sfida nei confronti dei professori non studiando, ma non rendendosi conto che si provocano danno da soli.

Secondo alcuni genitori, i professori, dovrebbero coinvolgere di più i ragazzi, ma allo stesso tempo non si rendono conto che attirare l’interesse di un giovane adolescente sia molto difficile.

Quindi come si può fare in modo che i ragazzi vadano a scuola con piacere?

Le risposte degli studenti sono queste:

n.1: vorrei avere la possibilità di entrare alle 9 con eventuale pranzo svolto a scuola: una volta finito di mangiare ci sarebbe un’ altra ora nella quale è possibile anticipare i compiti.

n.2: vorrei poter lasciare i libri o quaderni a scuola in appositi armadietti personali per poi alla fine di una lezione recarmi all’ armadietto, ritirare i libri dell’ ora successiva e recarmi in classe, eventualmente favorire l’uso del tablet per alleggerire il peso delle cartelle.

n 3: prolungare l’ intervallo di 20 minuti e inoltre aggiungere zone all’ aperto nel quale trascorrerlo.

n 4: aggiungere alle scuole spazi nei quali i ragazzi possono incontrarsi e organizzare feste.

Ormai la voglia di andare a scuola degli studenti è deceduta

Dove è finita la voglia di andare a scuola degli studenti? Diverse sono le cause, tra queste c’è sicuramente un deviamento dal pensiero primario di scuola. Alcuni hanno perso di vista il significato di varie cose; prendiamo ad esempio le interrogazioni. Prima le interrogazioni erano un modo per verificare ciò che si era appreso, infatti gli alunni studiavano per poi verificare le proprie competenze con l’ interrogazione.

Oggi la verifica non è altro che un modo per dare una valutazione su un pezzo di carta (un voto da 1 a 10). Quindi lo studente studia solo per avere un buon voto, questo porta a un disinteressamento per le materie studiate.

Ma non è soltanto questo il problema, ma è anche il modo in cui ci si propone agli studenti, molto spesso con sgridate e umiliazioni. Quindi gli alunni assumono un atteggiamento di sfida nei confronti dei professori non studiando, ma non rendendosi conto che si provocano danno da soli.

Secondo alcuni genitori, i professori, dovrebbero coinvolgere di più i ragazzi, ma allo stesso tempo non si rendono conto che attirare l’interesse di un giovane adolescente sia molto difficile.

Quindi come si può fare in modo che i ragazzi vadano a scuola con piacere?

Le risposte degli studenti sono queste:

n.1: vorrei avere la possibilità di entrare alle 9 con eventuale pranzo svolto a scuola: una volta finito di mangiare ci sarebbe un’ altra ora nella quale è possibile anticipare i compiti.

n.2: vorrei poter lasciare i libri o quaderni a scuola in appositi armadietti personali per poi alla fine di una lezione recarmi all’ armadietto, ritirare i libri dell’ ora successiva e recarmi in classe, eventualmente favorire l’uso del tablet per alleggerire il peso delle cartelle.

n 3: prolungare l’ intervallo di 20 minuti e inoltre aggiungere zone all’ aperto nel quale trascorrerlo.

n 4: aggiungere alle scuole spazi nei quali i ragazzi possono incontrarsi e organizzare feste.

Oggi la verifica non è altro che un modo per dare una valutazione su un pezzo di carta (un voto da 1 a 10). Quindi lo studente studia solo per avere un buon voto, questo porta a un disinteressamento per le materie studiate.

Ma non è soltanto questo il problema, ma è anche il modo in cui ci si propone agli studenti, molto spesso con sgridate e umiliazioni. Quindi gli alunni assumono un atteggiamento di sfida nei confronti dei professori non studiando, ma non rendendosi conto che si provocano danno da soli.

Secondo alcuni genitori, i professori, dovrebbero coinvolgere di più i ragazzi, ma allo stesso tempo non si rendono conto che attirare l’interesse di un giovane adolescente sia molto difficile.

la scuola che vorrei

Quindi come si può fare in modo che i ragazzi vadano a scuola con piacere?

Le risposte degli studenti sono queste:

n.1: vorrei avere la possibilità di entrare alle 9 con eventuale pranzo svolto a scuola: una volta finito di mangiare ci sarebbe un’ altra ora nella quale è possibile anticipare i compiti.

n.2: vorrei poter lasciare i libri o quaderni a scuola in appositi armadietti personali per poi alla fine di una lezione recarmi all’ armadietto, ritirare i libri dell’ ora successiva e recarmi in classe, eventualmente favorire l’uso del tablet per alleggerire il peso delle cartelle.

n 3: prolungare l’ intervallo di 20 minuti e inoltre aggiungere zone all’ aperto nel quale trascorrerlo.

n 4: aggiungere alle scuole spazi nei quali i ragazzi possono incontrarsi e organizzare feste.

Latest posts by Linda Perrotta (see all)