domenica 18 novembre 2018
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La riforma alla Riforma Fornero (II PARTE)

Fornero

Fonte: soldiblog.it

La riforma Fornero, se un merito ha, è certamente quello di aver stabilizzato la spesa pensionistica e di aver generato un risparmio per la spesa previdenziale, stimato per i prossimi 10 anni di circa 80 miliardi.  Il reale problema semmai è quello che tale risparmio è stato effettuato attraverso tagli cd. “lineari” che colpiscono tutti in egual misura, e non attraverso tagli mirati, che prendano in considerazione le diverse tipologie di pensionati o pensionandi. Si sono colpiti i percettori di pensioni povere, basse o medie, in percentuali simili o quasi, rispetto a quelli che percepiscono le cd. “pensioni d’oro”.

Per le pensioni d’oro, appunto, così come per i baby pensionati, non si è pensato a nulla! Nessun provvedimento, nessuna idea, nessuna discussione, sulla base di un erroneo convincimento e di un anacronistico principio, quello dei “Diritti Quesiti”. In base a questo principio, non si possono toccare i diritti acquisiti, perché essendo appunto ormai acquisiti nel tempo, non sono più modificabili. Personalmente ritengo quella dei Diritti Quesiti, una giustificazione non ammissibile neppure giuridicamente parlando. In questo caso, si sono acquisiti dei privilegi, delle guarentigie sulla base di principi contabili non più esistenti, non più rispondenti al vero e soprattutto non più sostenibili. Forse sarebbe giusto calcolare per queste tipologie di persone, una pensione in base al nuovo sistema Contributivo. Nel senso che fino ad una certa soglia mensile, che spetterebbe al legislatore individuare, qui si fa una ipotesi di ad es. 5.000,00 € lordi, si ragionerebbe con il vecchio sistema Retributivo, oltre tale soglia, invece si dovrebbe ragionare con il nuovo, per cui si guarderebbero i contributi effettivamente versati. Si avrebbe un bel risparmio, si darebbe un bel segnale al Paese in termini di equità, andando però a toccare solo i pensionati che percepiscono rendite alte che, inoltre, non siano giustificate da contributi effettivamente versati. Credo che davvero nessuno possa dir nulla al riguardo!

Il vero, grande, reale problema della Riforma Fornero è dato dal fatto che i cambiamenti, gli stravolgimenti pensati, produrranno i loro effetti in un lasso di tempo enorme, spropositato. Pensate, che secondo l’ultima relazione dell’INPS nel 2025 il 66% circa delle pensioni verrà erogato con il vecchio sistema Retributivo, mentre il 30% con quello cd. Misto e il 4% circa con quello Contributivo. Soltanto nel lontanissimo 2050 il 40% delle pensioni erogate si baserà sul sistema Contributivo, mentre il 51% circa sarà ancora con il sistema Misto e ancora il 9% circa con quello Retributivo (font: Il Sole 24 Ore 07-06-2013 ).

Questo maledetto sistema Retributivo, che è durato solo pochi decenni, è la causa di ogni male, ed ha condannato le future generazioni alla povertà ed alla miseria, causando uno scontro generazionale incredibile ed ingiustificato, minando le basi ad una società più equa e più solidale. Le prossime generazioni saranno più povere di quelle che le hanno precedute, eppure sono condannate a pagare le prestazioni pensionistiche di coloro che poi li dovranno aiutare in futuro, un paradosso tutto italiano…

 

Gianluca Di Lauro, promotore finanziario