lunedì 12 novembre 2018
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La guerra alla Pedofilia nella casa di Dio

Una visuale dall’alto della Basilica di San Pietro

E’ forte lo sdegno per la questione gravissima dei preti pedofili e non c’è alcun dubbio che sia un fenomeno da combattere con tutte le forze possibili. Troppo spesso i preti  che abusano dei minori non vengono puniti come si dovrebbe. 

Un vero scandalo che si consuma quasi alla luce del sole e che vede tantissimi ragazzini crescere con il trauma di aver subito violenze sessuali da chi dovrebbe preservare e difendere in prima linea i diritti dei più piccoli.  Sono solo passati pochi giorni da quando Papa Francesco, in un gesto eclatante e decisivo, ha allontanato il cardinale in pensione Bernard Law, accusato di aver protetto i preti pedofili nella diocesi di Boston, esponendo la sua idea di “giusta punizione” scontata in clausura.

Un gesto che ha fatto subito sperare che siano finalmente finiti i tempi in cui i preti pedofili erano tutelati dalla Chiesa. Una cosa è sicura, che sia un parroco oppure un netturbino, se si tratta di pedofilia la pena dovrebbe essere durissima. Ma ecco arrivare le dichiarazioni dell’arcivescovo sud-africano, Wilfrid Fox Napier, che sostiene la sua idea:  “La pedofilia non è un crimine ma un semplice disturbo psicologico. I pedofili sono affetti da un disturbo mentale, quindi non devono essere puniti, ma solo curati”.

Tali dichiarazioni stridono, dunque, con quanto dichiarato dal nostro Papa. 

Ma in tutta questa turbolenza religiosa, e pure mediatica, non dobbiamo mettere in secondo piano tutti quei poveri bambini rimasti vittime dei preti pedofili. A pensare a questo è il regista del documentario Mea Maxima Culpa: Silenzio nella casa di Dio, girato dal premio Oscar Alex Gibney e presentato proprio a Roma. Nel documentario, che andrà in onda su La7, si affronta proprio il tema, che per anni è rimasto un tabù,  dei preti pedofili, attraverso interviste e testimonianze.

Possiamo quindi dire che abbiamo fatto un altro passo avanti nella lotta alla pedofilia nelle chiese. La speranza di tutti noi è molto forte e si basa sulla fede che il nuovo Papa Francesco porti una ventata di novità nella Chiesa. Non sarebbe male se il vento della riformazione Cattolica iniziasse a scuotere la casa di Dio proprio dalla questione della pedofilia dei prelati e che spazzasse via anche le ingiustizie commesse per anni da chi li  ha difesi o ha assunto semplicente un atteggiamento omertoso. Già, perché difendere un pedofilo è un crimine ancora più grave dell’atto in sè. 

 

Vicenzo Nigri