domenica 18 novembre 2018
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La Ferrari riabbraccia Raikkonen e saluta Massa

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Fonte foto: f1.fanatic.co.uk

Finalmente è ufficiale, la storia d’amore tra Raikkonen e la Ferrari vivrà un secondo atto e i tanti tifosi del “Cavallino rampante” sperano che con Kimi possa ritornare quel titolo iridato, che manca dal 2007 e che fu conquistato proprio dal finlandese. L’arrivo di Raikkonen implica il mancato rinnovo del contratto di Felipe Massa, che potrebbe accasarsi alla Lotus prendendo il posto dello stesso Raikkonen, oppure, nel caso non ci fosse l’opportunità di correre per un top team, scegliere di abbandonare la Formula 1 per iniziare una nuova avventura nella categoria DTM.

  La scelta della scuderia di Maranello ha trovato il pieno consenso dei propri sostenitori, i quali non hanno mai visto in Massa un pilota realmente in grado di lottare per il titolo dato che, dopo essere stato beffato da Hamilton per la conquista del titolo iridato nel 2008, il pilota brasiliano ha costantemente deluso le aspettative e conquistato risultati di gran lunga inferiori a quelli di Alonso. Con l’ingaggio di Raikkonen la Ferrari può vantare d’avere tra le proprie fila due tra i migliori piloti in circolazione, infatti sia Alonso che Raikkonen hanno vinto il titolo Mondiale, ed entrambe potranno puntare al primato nella classifica piloti, anche se gli ordini di scuderia dovrebbero privilegiare ancora una volta lo spagnolo e relegare Raikkonen al ruolo di gregario di lusso.

Tuttavia la scuderia di  Maranello, se vorrà essere davvero competitiva per riportare il Mondiale in Emilia, non dovrà affidarsi soltanto alla bravura dei due piloti poiché i maggiori problemi della Ferrari derivano dalla deludente gestione di Dominicali, il quale negli ultimi anni non è stato in grado di garantire ad Alonso una macchina capace di soddisfare le ambizioni dello spagnolo e dei propri sostenitori ed ha spesso adottato strategie di gara rivelatesi poi fallimentari. Ciononostante l’arrivo di Raikkonen è il primo passo per acquisire la competitività perduta e si sa che “chi ben comincia, è a meta dell’opera”.

Luigi Testa