venerdì 16 novembre 2018
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L’ “Uomo e Galantuomo” di D’Alatri al Teatro Diana

Gianfelice Imparato, Giovanni Esposito, Valerio Santoro, Antonio Truppo

Gianfelice Imparato, Giovanni Esposito, Valerio Santoro, Antonio Truppo

E’ terminata ieri l’avventura del regista Alessandro D’Alatri al teatro Diana con “Uomo e Galantuomo”, capolavoro di Eduardo De Filippo, riportato in scena dal direttore romano alla guida di un gruppo di attori napoletani apprezzati anche dal pubblico cinematografico: Gianfelice Imparato, Giovanni Esposito, Valerio Santoro e Antonia Truppo. <<Il mio legame con Eduardo si perde nell’infanzia – racconta D’Alatri – un giorno alla settimana quando la televisione italiana era tutta un’altra cosa, veniva programmato il teatro. Tra le mie opere preferite c’erano quelle di Eduardo>>.  L’opera considerata una farsa, risulta  – in realtà – essere uno dei primi approcci alla prosa del regista e attore napoletano, ed è partendo da questa premessa che D’Alatri ha approcciato alla direzione del cast e della resa totale del lavoro. La drammaturgia, che si dimena tra dramma ed esilarante comicità, è al centro di tutta la messa in scena e, nonostante l’enorme difficoltà nel proporre Eduardo, gli attori si sono dimostrati discretamente all’altezza di ciò che gli veniva richiesto: entrare nel dramma personale di ogni protagonista.

Gianfelice Imparato è il capo di una scapestrata compagnia teatrale, senza alcuna vena artistica, ma con l’unico scopo di sbarcare il lunario, che incontra/scontra il suo dramma, con un gruppo di borghesi dai problemi futili e ipocriti.
Tra colpi di scena, battute e adulteri,  la commedia scorre allegramente e con leggerezza, davanti ad un teatro quasi pieno, anche durante la settimana. Molto lo fa il testo ma anche gli attori di prima scelta, come lo stesso Imparato, caratterizzato da una simpatica tumità proprio come il riferimento originale,  o l’attore dai tempi perfetti Giovanni Esposito, e un energico e convincente Gennaro De Biase.
Certo è sempre coraggioso dirigere un’opera del grande Eduardo, artista proposto in televisione – come ricordava anche D’Alatri – e quindi conosciuto a menadito dagli appassionati di teatro, e per lo stesso motivo non sempre una buona idea.  Dal 12 novembre al 1 dicembre torna al Diana, invece, Vincenzo Salemme con il suo “Diavolo Custode”.

 

Caterina Piscitelli