giovedì 15 novembre 2018
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JE SO’ PAZZO FESTIVAL: musica, teatro e ospiti internazionali

unnamed (2)Da venerdì 9 a domenica 11 settembre all’ Ex OPG “Je so’ pazzo” di Napoli si svolgerà una tre giorni di dibattiti, workshop, cene, mostre, stand, teatro e concerti.
 
Saranno circa 50 le realtà collettive che vi prenderanno parte, arrivando da tutta Italia e non solo: sindacati, associazioni, centri sociali, comitati, coordinamenti di lavoratori, collettivi politici e studenteschi, radio indipendenti…
 
Tra gli ospiti saranno presenti Nicoletta Dosio (movimento NO TAV), Alp Altinörs, vicepresidente dell’HDP (partito della sinistra turca), Luigi De Magistris (sindaco di Napoli), Anna Falcone (avvocato), Giuseppe Aragno (storico),con cui si affronteranno diversi temi: riforma costituzionale, lavoro, immigrazione, mutualismo, cultura e formazione, potere popolare in Europa e nel mondo. 
 
Peppe Servillo & Solis String Quartet si esibiranno in concerto il venerdì sera dalle ore 22:00, preceduti da proiezioni su Napoli dagli anni ‘80 ai giorni nostri (a cura di Immaginaria – sentieri e visioni su Napoli)
 
Pietra Montecorvino e gli Slivovitz si esibiranno sabato dalle ore 22:00, preceduti dallo spettacolo l’ “ABC della guerra” di Brecht (a cura del Teatro Popolare dell’Ex OPG “Je so’ pazzo”)
 
L’obiettivo è quello di far conoscere una Napoli ricca di potenzialità: la città e le suo patrimonio artistico, il suo cibo, la sua musica, ma soprattutto i tentativi che si stanno facendo qui per uscire da questa crisi che ci sta massacrando.
 
Un festival adatto a persone di tutte le età, anche con percorsi e storie diversi, accomunate però dalla voglia di cambiare questo Paese e costruire, dal basso, qualcosa di serio, di incisivo, che possa da subito ottenere dei risultati tangibili.

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.