mercoledì 21 novembre 2018
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Internet e adolescenti: comportamenti negativi, quali sono i reali motivi?

foto articolo adolescenti e internet

Adolescenti ed internet. Foto: wellme.it

Stare per tutto il giorno davanti al pc è nocivo per i ragazzi, si sa: ma l’eccedenza dell’utilizzo di internet influisce, negativamente, anche sui comportamenti e sulle abitudini non direttamente collegate all’uso del web. L’allarmante risultato emerge dall’osservatorio Sip su “Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani”, che analizza ogni anno, dal 1997, un campione nazionale di adolescenti che frequentano la terza media. I dati sono stati diffusi nel corso di una sessione in occasione del 69esimo congresso nazionale della Società italiana di pediatria in corso fino a venerdì a Bologna. Gli adolescenti che navigano su internet per più di tre ore al giorno conseguono abitudini alimentari peggiori, sono più propensi al rischio, fumano e bevono di più, leggono di meno, hanno un rendimento scolastico inferiore, hanno comportamenti sessuali più “adultizzati”, praticano meno sport o lo fanno con un comportamento rivolto esclusivamente alla vittoria e non alla partecipazione o all’esperienza ludica. Un panorama scoraggiante se si considera che questa tipologia di adolescenti è in netto aumento.
Cresce, infatti, la fruizione di internet, lievita l’utilizzo quotidiano della rete e sale la percentuale di ragazzi e ragazze che passa su internet più di 3 ore al giorno. Per non parlare di Facebook, il famoso social network, inesistente tra gli adolescenti nel 2008, mentre sullo stesso oggi, circa l’80% dei ragazzi italiani ha almeno un proprio profilo. Ma esiste un altro dato che preoccupa come spiegato da Maurizio Tucci, curatore delle indagini SIP e Presidente della Associazione Laboratorio Adolescenza: la maggiore fruizione del web invece di indurre gli adolescenti ad atteggiamenti più prudenti e consapevoli, li spinge nel tunnel della ribellione e della trasgressione. Problematica dovuta probabilmente anche alla qualità dei contenuti in rete ed alla facilità di accesso da parte dei minori.
E’ evidente, quindi, quanto sia carente una giusta formazione ed informazione, da parte degli adulti e degli insegnati di riferimento. Ancora una volta, l’educazione dà segno di fallimento, ancora una volta gli adolescenti sembrano lasciati allo sbaraglio senza un modello, senza una guida solida a cui rivolgersi e di cui hanno bisogno. Bisognerebbe chiedersi “perché” i ragazzi italiani trascorrono tanto tempo davanti al pc….Forse perché sono soli? Forse perché i genitori non li coinvolgono? Forse perché il pc è la prova lancinante della morte del dialogo familiare? Un dialogo messo a dura prova anche con l’avvento degli smartphone e dei telefonini di ultima generazione: guardatevi intorno, e sicuramente noterete in pizzeria, in un ristorante o al bar almeno una famiglia completamente in silenzio. Un tristissimo “quadretto familiare” in cui madre e padre sono alle prese con il tablet, il fratellino con la console portatile di turno e la sorellina (o viceversa) intenta a chattare su facebook con il cellulare. Il problema non è l’adolescente davanti al pc….non vi pare?

 

Massimiliano Notaro