venerdì 16 novembre 2018
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Incendio Città della Scienza, in 10mila al flash mob: "Rivogliamo il nostro museo"

foto flash mob città della scienza

In migliaia per Città della Scienza. Fonte: ansa.it

Le aspettative sono state all’altezza per il flash mob di ieri a favore della ricostruzione  di Città della Scienza. E’ stata forte e sentita la  reazione dei napoletani all’incendio doloso che lunedì 4 marzo 2013 ha raso al suolo lo Science Center del polo di ricerca e divulgazione scientifica di Bagnoli. Secondo gli organizzatori, oltre 10mila persone, hanno partecipato al corteo ed al successivo “raduno lampo”, un’invasione pacifica fatta di palloncini colorati, canti, balli, con centinaia di bambini delle scuole di Napoli che, posti in testa al corteo, hanno manifestato fieri scandendo a voce alta lo slogan “Rivogliamo il nostro museo“.  Il corteo, ha visto non solo l’intervento di studenti e cittadini ma anche di artisti, di esponenti politici, di rappresentanti del mondo della cultura, dello spettacolo e della letteratura, di membri delle istituzioni e del sindaco di Napoli Luigi De Magistris che fiducioso ha dichiarato: “Napoli ha un cuore grande, ricostruiremo sicuramente la Città della Scienza perché con la cultura si combatte il male e la criminalità”.
A mezzogiorno in punto, i partecipanti hanno gridato per 60 volte “Basta!” mentre centinaia di palloncini bianchi, simbolo di speranza e di rinascita, sono stati lanciati in cielo da giovani con la faccia sporca di carbone. Un contrasto di colori emblematico di un passato nero, bruciato proprio come la tanto amata Città della Scienza, ed un futuro pulito, bianco, ricco di ottimismo e di coraggio all’insegna della legalità. Per non interrompere le attività con il pubblico dei frequentatori e per ricominciare, nella Sala Newton, l’unica parte “illesa” della struttura, è andato in scena lo spettacolo della cooperativa teatrale Le Nuvole “Dalle nuvole Bruno” per bambini dai 5 anni in su. Dal canto suo, la comunità scientifica si è mobilitata ed ha convocato una conferenza per affermare la propria idea di ricostruzione: “Subito e a Bagnoli“. Nel corso dell’incontro, non privo di momenti di commozione, il presidente della Fondazione Idis, Vittorio Silvestrini, ha ribadito con forza la propria road map:

Se ce ne andiamo, sarebbe una resa dello Stato di fronte alla criminalità. Ricostruire è un imperativo. Entro marzo riapriremo lo Science Centre, in parte all’aperto in parte su ciò che resta dell’incendio. Già da lunedì riaprirà il cantiere che entro una decina di mesi dovrà consentire il varo del padiglione Corporea, i cui 5000 metri quadri inizialmente verranno usati come area espositiva. Quindi l’apertura dei cantieri della nuova Città della Scienza entro l’estate.

Inoltre l’associazione, che ha subito l’attentato incendiario, ha deciso di giocare anche la carta della popolarità internazionale chiamando a raccolta i maggiori protagonisti del mondo scientifico: domani arriveranno, infatti, gli scienziati di Ecsite, la rete europea di Science Centres e musei della Scienza che ha sede a Bruxelles, a testimonianza di una “Città”, un polo scientifico, che vantava tra i fondatori personaggi eccellenti come Carlo Rubbia, Rita Levi Montalcini e Gino Nicolais (ieri tra il pubblico con la solidarietà del Cnr che presiede) ed il cui prestigio ha tuttora bisogno di splendere sempre ed in ogni caso. Anche i lavoratori sono stati protagonisti della giornata di ieri, i quali in un comunicato relativo al problema della zona di ricostruzione, hanno dichiarato:

Il dibattito sulla possibile delocalizzazione di Città della Scienza diventa sempre più surreale e, in prospettiva, può ripercorrere strade già battute in passato: un dibattito infinito che ha come solo effetto quello di ritardare la ricostruzione. Occorre innanzitutto impegnarsi tutti insieme, con spirito di unità e coesione, per accelerare l’erogazione dei finanziamenti e ricostruire in tempi rapidi Città della Scienza, partendo da una bonifica dell’area. Un sito di eccellenza in un contesto ambientale risanato per non farla apparire come una cattedrale nel deserto. In questo quadro per noi non vi è alcun dubbio che Città della Scienza debba essere ricostruita nello stesso luogo dove è nata. Non sottovalutiamo che la tempistica della ricostruzione incide direttamente ed immediatamente sui salari dei lavoratori. E’ del tutto evidente che prima finisce la fase di emergenza, prima si dà la possibilità a tutti i lavoratori di tornare a svolgere il lavoro per cui sono stati chiamati. Le lavoratrici e i lavoratori di Città della Scienza ringraziano di cuore tutti coloro che con affetto e senso civico si sono riuniti qui stamane in occasione della manifestazione organizzata da tutte le scuole, dai bambini e dai cittadini che hanno dato vita al flash mob partito dalla rete e che ha raccolto oltre 10.000 adesioni.

Riguardo al fronte investigativo, domani, saranno pronti i primi risultati delle analisi sui campioni dei materiali prelevati dopo l’incendio. Intanto è arrivata conferma della presenza di materiali infiammabili che avalla così la pista del dolo. Per domani è anche prevista la nomina dei consulenti della Procura per le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo e dal pm Michele Del Prete: un ingegnere strutturista e un esperto di chimica. Napoli c’è, su ogni fronte, forte e viva con tutta la voglia, l’entusiasmo ed i colori che solo i suoi cittadini sanno regalare.

 

Bruna Di Matteo