lunedì 19 novembre 2018
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Il Napoli ospita l’Atalanta alla ricerca del primato solitario, ma al San Paolo non sarà facile

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fonte foto: calciomercato.com

L’anticipo serale della terza giornata di campionato mette di fronte Napoli e Atalanta in un match molto sentito da entrambe le tifoserie, che ci dirà di più riguardo le ambizioni dei partenopei. Le insidie sulla strada degli azzurri non derivano soltanto dalla forza degli orobici ma anche dal ravvicinato e importante impegno europeo che il Napoli affronterà quattro giorni dopo al San Paolo contro il Borussia Dortmund, il quale costringerà Benitez ad effettuare quel famigerato turn-over, che è stato uno dei punti deboli dei partenopei nelle precedenti stagioni.
Tuttavia quest’anno la rosa di Benitez sembra avere le carte in regola per far bene in tutte le competizioni, sebbene il mercato non abbia portato in dote al tecnico spagnolo un centrale difensivo e un centrocampista capaci di far fare il salto di qualità alla squadra partenopea  e gli azzurri, a scanso di cali fisici e di concentrazione, non dovrebbero mancare l’appuntamento con la vittoria. Ovviamente l’Atalanta cercherà di rendere dura la vita ai partenopei, puntando sul trio d’attacco formato da Bonaventura, Denis, ex della partita, e Livaja, tutti e tre ancora a quota zero reti in campionato, e sulla verve del sorprendente Stendardo, difensore centrale napoletano col vizio del gol e autore di due reti nei primi due turni di campionato.

La squadra di Colantuono dovrebbe presentarsi al San Paolo con un modulo speculare a quello degli azzurri, ovvero il 4-2-3-1, e il tecnico dei bergamaschi potrebbe confermare in blocco l’undici che ha battuto 2 a 0 il Torino. Più difficile invece prevedere la formazione di partenza del Napoli, dato che 13 azzurri sono impegnati con le nazionali e il Borussia è alle porte, quindi non è da escludere il possibile impiego di Armero, Cannavaro e Dzemaili al posto di Zuniga, Albiol e Inler e l’esordio dal primo minuto del belga Mertens che potrebbe prendere il posto di uno tra Insigne e Callejon.

Luigi Testa