domenica 18 novembre 2018
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Il discorso del Presidente Napolitano: i commenti politici

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Il discorso del Presidente Napolitano

Nonostante le pessime premesse il discorso di fine anno del Presidente Giorgio Napolitano ha avuto un aumento di telespettatori. Quest’anno a partecipare dalle proprie case a questo rito augurale – inaugurato dal Presidente Luigi Einaudi nel 1949 – sono stati oltre 10 milioni di spettatori sintonizzati su tutte le reti Rai, Canale 5 e La7, con un aumento del 2,8% rispetto al messaggio dello scorso anno.
L’aumento c’è stato nonostante i tentativi di boicottaggio da parte di Grillo e i tutti gli elettori del Movimento 5 Stelle assieme a quelli di Forza Italia e Lega Nord.
“L’anno che sta per terminare è stato tra i più pesanti e inquieti che l’Italia ha vissuto da quando è diventata Repubblica” è l’incipit del messaggio presidenziale di questo 31 Dicembre – l’ottavo per il Presidente Napolitano, che di fatto segna un primato – che continua con qualche pensiero rivolto alla figura del Papa Francesco; ai militari in missione e ai Marò ancora in India; qualche secondo al disastro ecologico e sanitario della Terra dei Fuochi e ai detenuti che vivono in pessime condizione nelle nostre sovraffollate carceri.
Ma è soprattutto sulla situazione economico/politica che il Presidente si sofferma maggiormente. Partendo da 5 lettere ricevute al Quirinale da comuni cittadini, Napolitano trae lo spunto per parlare degli esodati, delle difficoltà degli imprenditori, dei problemi di chi è ancora giovane per la pensione ma troppo vecchio per trovare un nuovo lavoro e incoraggia tutti spiegando che la ripartenza è possibile solo col “coraggio degli italiani (…) coraggio di rialzarsi, di risalire la china”.
Ma, puntuale tal quale il discorso del Presidente ci sono le critiche al discorso stesso.
I primi a chiedere di spegnere il televisore sono stati già le settimane scorse i 5 stelle. Questi addirittura hanno proposto la visione del contro-discorso del loro leader Beppe Grillo.
I Forzisti invece oltre allo spegnimento delle Tv hanno chiesto ai propri elettori di esporre fuori ai propri balconi delle bandiere tricolore. Forti gli attacchi su Twitter e durante alcune interviste da parte del capogruppo alla Camera Renato Brunetta; questi in merito alle parole del Presidente sulla necessità di riforme istituzionali ed elettorali ha affermato di aver “visto un uomo solo” e che “con Parlamento delegittimato e governo inadeguato le riforme sono impossibili. Subito al voto”.
Gli unici ad apprezzare il discorso sono stati il Presidente del Governo Enrico Letta e tutti gli schieramenti a suo sostegno.
Il Presidente Letta ha detto che “L’Italia che vuole costruire e rialzarsi con le riforme si riconosce nelle parole di Napolitano”. A fargli eco il neo segretario del PD Matteo Renzi che ha sottolineato come “il presidente della Repubblica ha parlato agli italiani con grande lucidità. Ha saputo usare un linguaggio semplice e diretto, quasi volesse parlare con tutti e con ciascuno”.
Apprezzamento anche dal parte del leader del Nuovo Centrodestra Angelino Alfano che ha ringraziato il Presidente Napolitano “per aver accettato di condividere ancora questo percorso, nell’auspicio che si restituisca al confronto politico quella dignità troppo spesso lesa e che governo e Parlamento costruiscano quel percorso di riforme, andando al di là della nostra maggioranza”.
A seguire anche il leader UDC Pierferdinando Casini e gli onorevoli di Scelta Civica.
Anche il mondo religioso si è schierato a favore del discorso presidenziale. A commentare le parole del Presidente è stato il presidente dei vescovi italiani, il cardinale Angelo Bagnasco “Le parole del Presidente Napolitano sono molto determinate e speriamo che trovino eco in tutte le persone di buona volontà”.

Emanuela Nicoloro