giovedì 15 novembre 2018
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Il Bello o Il Vero: un percorso multimediale nella scultura napoletana di fine ‘800 – inizio ‘900

Invito_Inaugurazione_Pagina_1Dopo “La mostra impossibile”, il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore ospita dal 30 ottobre 2014 al 31 gennaio 2015 la mostra intitolata “Il Bello o il Vero. La scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento – Un viaggio tra reale e digitale. Il complesso di San Domenico Maggiore è tra i più importanti dal punto di vista storico, artistico e culturale di Napoli. Fu voluto da Carlo II d’Angiò ed eretto, inizialmente in stile gotico, tra il 1283 e il 1324, diventando così la casa madre dei domenicani nel regno di Napoli oltre che Chiesa della nobiltà aragonese. Tantissime le personalità eminenti che hanno intessuto rapporti con il complesso: San Tommaso d’Aquino (la cui cella è tutt’oggi visitabile) vi insegnò teologia; tra gli alunni illustri si ricordano i filosofi Giordano Bruno e Tommaso Campanella.

Questa mostra offre al complesso una solenne occasione ufficiale per essere presentato a un pubblico nazionale ed internazionale. L’esposizione, promossa dal Comune di Napoli e dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, con il patrocinio della Regione Campania nel contesto del Forum Delle Culture 2014, e a cura di Isabella Valente, è un viaggio innovativo tra arte e tecnologia e propone per la prima volta al grande pubblico i complessi percorsi e le numerose personalità degli artisti di un secolo non ancora celebrato dalla storia moderna, come ebbe a dire anche Benedetto Croce, che ai suoi tempi manifestò l’esigenza di un museo specializzato sull’arte napoletana e regionale dell’Ottocento. Con un po’ di ritardo, il suo desiderio è stato esaudito. Sono 271 le opere che, provenienti da musei, gallerie e collezioni private di tutta Italia, forniscono un contributo visivo e documentario approfondito sulla situazione della scultura partenopea tra il XIX e il XX secolo (in particolare, tutte le opere risalgono al periodo compreso tra il 1861 e il 1929, due anni significativi, rispettivamente per l’Unità d’Italia e per la morte di due scultori napoletani, Vincenzo Gemito e Achille D’Orsi), un periodo decisivo per il rinnovamento del gusto, oltre i modelli neoclassici e romantici, verso il realismo e l’espressione immediata. Una lista completa degli artisti in mostra la troviamo a questo link .

Incontreremo i capolavori di Tito Angelini, di Stanislao Lista, di Tommaso Solari, di Emilio Franceschi, e di tanti altri. A Francesco Jerace, la cui famosissima Victa è un po’ il simbolo della mostra (ritroviamo il suo profilo anche nella locandina), è dedicata un’intera sezione. Il Bello o il Vero per mettere in evidenza il profondo cambiamento vissuto dalle arti successivamente all’esaurimento dei temi del Romanticismo, come espresso dalla stessa Valente: “È in questo cambiamento che va collocata la linea storico ideale percorsa dalla Mostra, in una intemperie in cui Napoli ebbe un ruolo di primo piano. La città, non più solo romantica ed esotica meta del GrandTour, «l’incantevole sirena» di Ettore Bernich, assunse una prospettiva sfaccettata, percorsa dai pesanti interventi urbanistici del Risanamento e della crescita postunitaria. In particolare, fu luogo dell’attività di artisti, scuole e movimenti, che svilupparono i temi del verismo e si inserirono dialetticamente in ambito europeo.

Dal vedutismo oleografico della Scuola di Posillipo, animata da Giacinto Gigante, fino alla severità del reale della Scuola di Resina, cresciuta intorno alle figure di Adriano Cecioni e Giuseppe De Nittis, si andava delineando una decisiva trasformazione del linguaggio”. Il titolo rievoca dunque questo passaggio, dal “bello” del neoclassicismo e al “vero” del realismo, e ritrova il mezzo più adeguato ad esprimere tale distacco nella scultura, in quanto – come sosteneva Platone – più vicina al “vero” rispetto ad altre forme d’arte, quali ad esempio la pittura.

La mostra si suddivide in 9 sezioni: Sez. 1. Gli spazi pubblici della scultura otto-novecentesca Sez. 2. Il Museo nella città Sez. 3. I maestri Sez. 4. Echi romantici nel passaggio all’Unità d’Italia Sez. 5. La Collezione Jerace del Comune di Napoli Sez. 6. Il Bello o il Vero Sez. 7. Fine Secolo: aria di simbolismo Sez. 8. Verso il Novecento Sez. 9. La nuova forma della scultura: gli anni Venti e Trenta del Novecento

Ma la principale novità consiste nel fatto che i percorsi non sono soltanto percorsi “espositivi”, ma anche percorsi interattivi, perché i visitatori, oltre ad ammirare le opere, potranno dialogare con esse. Grazie all’ausilio di supporti tecnologici specifici, sviluppati da Databenc (Distretto ad Alta Tecnologia per i Beni Culturali) e tecnologie sviluppate nell’ambito dei progetti CHIS (Cultural Heritage Information System), OPS (Opere Parlanti Show), SNECS (Social Network Entità dei Centri Storici) e Muse@home, sarà possibile interagire con le opere. Basterà infatti scaricare un’applicazione (Ops – Opere Parlanti Show, compatibile con Android e IOS) sul proprio smart phone o tablet, prima di iniziare la visita, per avere una sorta di “guida itinerante”, che ci accompagnerà per tutto il percorso con file audio e descrizioni multimediali dell’opera a cui ci avvicineremo, alla quale è collegata tramite uno “smart cricket”, un sensore mini-invasivo e capace di trasformare la ricezione passiva, meramente visiva, in un ambiente dinamico, dialogico e coinvolgente. Inoltre, siccome era impossibile, per motivi logistici, trasportare tutte le opere, il personale di Databenc ha creato delle riproduzioni in 3D, che permettono di osservare le statue inamovibili da tutte le angolazioni. Ma per chi non vuole cimentarsi nelle nuove “guide” tecnologiche e preferisce quelle tradizionali, il personale Databenc, costituito da ingegneri e storici dell’arte, tutti molto preparati e disponibili, sarà lieto di guidare i visitatori lungo l’intero percorso.

Una mostra davvero “fuori dal comune”, organizzata con precisione in ogni minimo dettaglio: le luci, le guide, la tecnologia e la disposizione delle opere.

Infine, non poteva mancare un concorso fotografico: in collaborazione con Instagramers Italia e @forumuniculture Il Bello o il Vero ha lanciato anche un contest, che culminerà nel più grande evento Instagram mai realizzato in Campania: verranno selezionate 100 foto per una mostra che verrà inaugurata a Napoli il 22/11/2014, è possibile trovare tutte le informazioni per partecipare a questo link.

Dove: Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore Quando: 30 ottobre 2014 – 31 gennaio 2015, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 Ingresso gratuito Per informazioni: 081 5629085 – ilbellooilvero@gmail.com www.ilbellooilvero.it www.databenc.it

Erika Chiappinelli

Redattrice at Linkazzato.it
Erika Chiappinelli, nata a Napoli, laureata in Lingue e Letterature straniere all'Università degli Studi di Napoli L'Orientale, attualmente lavora come guida turistica. Ha trascorso un periodo a Berlino come studentessa Erasmus, al termine del quale ha deciso di tornare nella sua amata Napoli. Si è recentemente avvicinata alla scrittura giornalistica e, appassionata di musica africana e di fotografia, vorrebbe intraprendere la carriera di fotoreporter.