venerdì 16 novembre 2018
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Hitchcock e la Shoah? Ecco il “Memory of The Camps”

Memory of the camps Si chiama “Memory of The Camps” la pellicola, di 50 minuti in bianco e nero, “girata” da inglesi e sovietici, principalmente nei campi di concentramento di Bergen-Belsen nel 1945. È stata ritrovata dopo circa 6 decenni; dunque negli anni ’80. Nel dopoguerra ne fu bloccata la distribuzione per volere degli Alleati,  che con questo gesto hanno concesso quindi alla Germania la possibilità di accantonare quanto accaduto. È Sidney Bernstein a coinvolgere Alfred Hitchcock nel progetto: a lui è spettato, principalmente, il lavoro di post-produzione; ma in cambio non ha voluto alcun compenso.
Vi siete mai chiesti se il Maestro del brivido Alfred Hitchcock e l’Olocausto possano avere mai avuto nessi? Ebbene, è Il quotidiano britannico Indipendent a dare la notizia nella giornata di ieri, 9 gennaio 2014: la risposta è affermativa. ‘Hitch’ (diminutivo scelto dal regista), un giorno si trovò tra le mani la pellicola contenente le immagini della Shoah e dopo averne preso visione, lasciò i Pinewood Studios per una settimana.Realizzata nel 1945, recuperata nel 1980 da un ricercatore americano nell’Imperial War Museum di Londra e ambientata  soprattutto  nei lager di Bergen-Belsen, ma anche in quelli di Auschwitz e Dachau, nel 1984 la pellicola fu presentata al Festival di Berlino in una versione non integrale. Nel 1985 andò  in onda con il titolo “Memory of The Camps”: fu trasmessa dalla tv americana “Pbs”.
Chiusa in un cassetto nel dopoguerra, evitando quindi di mettere continuamente il dito nella piaga di chi, fino a quel momento, aveva conosciuto bene cosa significasse essere un carnefice, è stata dimenticata per 60 anni e poi, una volta ritrovata, è stata restaurata dall’ Imperial War Museum.Toby Higgith, curatore del museo londinese spiega che il docu-film non ha come chiave di lettura principale la morte bensì la speranza: la rinascita, la nuova vita che inizia con la fine del nazismo. Il materiale di repertorio, restaurato, uscirà prossimamente nelle sale cinematografiche e verrà trasmesso in tv, sempre nella sua versione modernizzata, nel 2015: in occasione del 70^ anniversario della Liberazione.

                                                                                                                                Francesca Saveria Cimmino

Francesca Saveria Cimmino

Vice Direttore at Linkazzato.it
Nata a Napoli, si è laureata nel 2010-2011 in Conservazione dei beni demo-etno-antropologici; tesi di laurea in Antropologia visiva; relatore: Stefano Francia di Celle e correlatrice Helga Sanità. Nel 2012 ha frequentato a Roma, presso la Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi, un corso annuale di critica cinematografica, avente tra i docentiMassimo Causo e Simone Emiliani, e un corso trimestrale di sceneggiatura con Franco Ferrini. Ha partecipato anche ai seguenti workshops: produzione con Filmon Aggujaro, sceneggiatura con Demetrio Salvi, Ufficio Stampa con Francesco Carlo, girare un’intervista con Massimo Latini e scrivere per la tv con Massimo Cerofolini e Francesca Primavera e a Napoli un corso di dizione e speaker radiofonico con Jampa Serino, presso la scuola Cinemafiction.Nel 2012-2013 ha frequentato un corso di giornalismo cinematografico presso la Scuola di Cinema di Napoli con Giovanni Chianelli. Specializzanda in Imprenditoria e creatività per cinema, teatro e televisione, ha conseguito uno stage in Ufficio Stampa con Roberto Conte, Capo Ufficio Stampa del Suor Orsola Benincasa. Nel 2013 ha partecipato al seminario “La freccia e il cerchio”, ideato e diretto da Edoardo Sant’Elia e il suo saggio è tra i testi selezionati per la pubblicazione del 2017. Oggi è redattrice presso Linkazzato.it, Campania Su Web e Corriere dello Spettacolo. Collabora inoltre con il sito Cinerunner.it.