venerdì 16 novembre 2018
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Greenpeace, bandiera al Polo Nord per la lotta alle esplorazioni petrolifere

Una bandiera fatta di titanio è stata piantata a quattro chilometri di profondità sul fondo dell’oceano, nel punto più a Nord del nostro Pianeta. Dopo quasi otto lunghi giorni di cammino sui freddi ghiacciai artici, gli attivisti di Greenpeace hanno raggiunto il Polo Nord geografico e, praticato un foro nello spesso strato di ghiaccio, hanno calato una capsula in titanio e vetro sul fondale con la bandiera.

Insieme ai rappresentati delle comunità indigene dell’Artico, con questo gesto gli attivisti di Greenpeace hanno simbolicamente reclamato l’area come patrimonio di tutta l’umanità, chiedendo la costruzione di un Santuario Globale per la protezione dell’intera area dell’Artico. All’interno della capsula calata dagli attivisti ci sono i quasi tre milioni di nomi delle persone che, in ogni parte del mondo, hanno firmato per difendere l’Artico dalle esplorazioni petrolifere e dalla pesca industriale ed eccessiva. Una telecamera,  installata sulla capsula, ha registrato le immagini della lunga discesa sul fondale.

Tra i membri della spedizione figura anche l’attore statunitense Ezra Miller. Nell’ultimo anno sono stati molti i personaggi del mondo degli affari e dello spettacolo a sostenere la campagna “Save the Arctic” di Greenpeace, tra questi figurano nomi come Paul McCartney, Penelope Cruz e Richard Branson. Recentemente anche l’Arcivescovo Desmond Tutu ha espresso il suo appoggio per la spedizione che è parte della campagna globale di Greenpeace per proteggere l’Artico.

“Approfittando dello scioglimento dei ghiacciai dovuto al cambiamento climatico – ha denunciato Greenpeace –  le compagnie petrolifere senza scrupoli come Shell, Gazprom e Statoil stanno sviluppando programmi per la ricerca di petrolio senza preoccuparsi delle conseguenze sul fragile ecosistema artico”.

 

 

Vincenzo Nigri