mercoledì 21 novembre 2018
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Inizia la nuova era Renzi

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Sabato hanno giurato sulla Costituzione Italiana davanti al Presidente della Repubblica. Sabato è nato il nuovo governo a guida Matteo Renzi, per inciso il terzo senza legittimazione popolare. Sorto sulle ceneri di una crisi lampo, nata consumata e morta tutta in casa Partito Democratico che ha fatto dimettere l’ex Premier Enrico Letta, il nuovo esecutivo vede una squadra di ministri tutta nuova e molto femminile.
Il team è abbastanza snello dal punto di vista numerico perchè si tratta di 16 ministri, 8 appunto donne.
Al loro posto, rispetto al precedente esecutivo solo i ministri del Nuovo Centrodestra (che per dare la fiducia al neo governo hanno appunto preteso di non perdere la poltrona): Angelino Alfano che, anche se non sarà più Vicepresidente del Consiglio, resta comunque Ministro dell’Interno, Maurizio Lupi che rimane al ministero delle Infrastrutture e Beatrice Lorenzin che resta a capo del Ministero della Salute. Altri i nomi che rimangono a galla ma cambiano “mansioni”sono: Dario Franceschini che da Ministro per i Rapporti col Parlamento, dopo cambiamenti continui nella bozza “ballerina” del team dei ministri proposto, arriva alla Cultura e al Turismo; Andrea Orlando che nel governo delle larghe intese si occupava di Ambiente adesso diventa il Guardasigilli del nuovo esecutivo; l’uomo- ombra di Matteo Renzi in questi ultimi giorni, Graziano Delrio, già ministro per gli Affari Regionali diventa il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Da sabato tutti i media nazionali e internazioni parlano di governo giovane, di pari opportunità di genere e facce nuove ma nel dettaglio vediamo chi sono i nuovi ministri, tutti alla loro prima esperienza governativa.
Al ministero della Difesa, per la prima volta una donna: Roberta Pinotti del Partito Democratico, anche se nuova all’esperienza è stata sottosegretario per lo stesso ministero sotto il governo Letta.
Al posto di Emma Bonino – che sottolinea durante un comizio radicale a Roma di non essere stata informata del cambio dai giornali ma da una “cordiale” telefonata con Renzi durante la quale il neo presidente le annunciava il cambio di passo ed il “rinnovamento” – arriva al Ministero degli Esteri Federica Mogherini; questa all’interno del Pd si occupa da sempre dell’Europa.
Al Lavoro e welfare arriva un “tecnico” ossia il presidente nazionale di Legacoop Giuliano Poletti.
Allo sviluppo economico in sella un’altra donna: Federica Guidi. Quest’ultima è imprenditrice ed è stata presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria.
Al Posto di Andrea Orlando – adesso alla Giustizia – al Ministero dell’Ambiente è arrivato l’unico esponente dell’Udc di Casini : l’ex sottosegretario all’Istruzione nel governo di Enrico Letta Gianluca Galletti.
Altro esponente mutuato dai centristi è la neo Ministro all’Istruzione Stefania Giannini. Questa è il segretario politico di Scelta Civica oltre che professoressa di glottologia e linguistica e Rettore dell’università per stranieri di Perugia fino allo scorso anno.
Agli Affari Regionali arriva una donna coraggiosa, Maria Carmela Lanzetta, l’ex sindaco di Monasterace in Calabria che ha resistito a mille intimidazioni mafiose. Questa nomina importante allorchè unire le voci discordanti interne al Pd ha ancora di più segnato il divario tra Renzi e il suo “dissidente interno” Pippo Civati. La Lanzetta infatti era una sostenitrice di Civati e addirittura in direzione Pd aveva votato contro il neo Premier.
Nell’esecutivo più rosa del secolo spiccano anche le renziane doc Maria Elena Boschi e Marianna Madia. La prima è collocata a capo del Ministero senza portafogli per le Riforme e i Rapporti col Parlamento mentre la Madia alla Semplificazione e Pubblica Amministrazione. Tutte e due del Pd sono responsabili di settore all’interno della segretaria del partito.
Al Ministero dell’Economia e delle Finanze – quello più importante e strategico, quello su cui si è più discusso e per ricoprire il quale si sono cacciati dal cilindro i nomi più disparati – è arrivato Pier Carlo Padoan. Il suo nome è stato da subito ben visto dall’Europa tanto che incassa il benestare di Rehn, commissario agli affari economici per l’Unione Europea che definisce il neoministro come persona “che sa cosa deve essere fatto”. Padoan è stato anche vicesegretario dell’Ocse, consulente della Banca Mondiale, della Commissione europea e della BCE, è attualmente presidente dell’Istat.
Piovono già le prime critiche. Non la prendono bene i Popolari di Mario Mauro che perdono il ministero della Difesa mentre Berlusconi e Forza Italia da subito chiariscono che “se un governo non è eletto non è democrazia” e che quindi staranno all’opposizione mentre i pentastellati grillini definiscono il nuovo governo come un “film di serie B”.
Prime polemiche anche sui singoli nomi. A causa di potenziali conflitti di interesse per il ruolo strategico che svolgerà nell’economia italiana viene presa di mira subito la neo Ministro Federica Guidi, la cui famiglia è a capo della Ducati Energia spa. Ma prima tra tutte a finire sotto i riflettori è Marianna Madia, il cui passato familiare e le cui amicizie vengono prontamente passate al microscopio. Figlia del Madia amico di Veltroni , grazie ad Enrico Letta entra all’Arel, che è un centro di studi economici; durante il governo Prodi del 2006-2008 entra nella segretaria tecnica dello stesso Letta, allora sottosegretario alla Presidenza. Lavora anche per la fondazione di Massimo D’Alema “Italianieuropei”. Il gossip la vuole anche come ex fidanzata del figlio di Napolitano, Giulio Napolitano. Attualmente è sposata con Mario Gianani, produttore cinematografico socio del regista Fausto Brizzi, grande amico di Renzi. Piccola nota di cronaca rosa: la Madia è all’ottavo mese di gravidanza.
I Ministri hanno giurato. Il Premier ha giurato. Come dice lo stesso Renzi “è finita la ricreazione”.
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