martedì 11 dicembre 2018
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Ucciso gioielliere nel Milanese, forse tentativo di rapina

foto articolo rapina gioielliere milano

Via dell’Orso, dopo l’omicidio. Fonte: adnkronos.it

Nel pieno cuore di Milano è stato brutalmente ucciso Giovanni Veronesi, orefice di 73 anni, lasciando una moglie e due figli. L’omicidio potrebbe essere avvenuto durante una rapina nel negozio di proprietà della vittima e sito in via dell’Orso, a pochi passi da via Montenapoleone. A dare l’allarme intorno alle ore 13:40 è stata la moglie che non riuscendo a contattare l’uomo, lo ha raggiunto in gioielleria trovandolo con il viso ricoperto di sangue. I soccorritori al loro arrivo hanno trovato la vittima con una profonda ferita al capo e sembra che sia spirato proprio durante i tentativi di rianimazione.
Dai primi accertamenti è emerso che Veronesi è stato ucciso da un corpo contundente intorno alle 0re 11:30-12:00 a seguito di una colluttazione in un tentativo di rapina. L’ipotesi, secondo quanto riferito dagli inquirenti, è stata valutata dai rilievi eseguiti nel pomeriggio all’interno del negozio. Sicura anche la colluttazione, che avrebbe portato il gioielliere alla morte. Domani dovrebbe essere effettuata l’autopsia.
Nessun testimone, per ora, sembra aver sentito o visto qualcosa mentre le telecamere all’interno del negozio non sono state ancora smontate dai tecnici. Intanto cresce la paura tra i negozianti di via dell’Orso che si lamentano dell’assenza di sicurezza nel quartiere, come denuncia la titolare di un negozio attiguo: “Non so perché non passino le forze dell’ordine, immagino perché hanno pochi uomini, ma il risultato è che qui c’è poco controllo e che da quando c’è l’Area C, c’è anche la metà della gente in giro durante il giorno e noi ci sentiamo ancora più abbandonati”. Le dinamiche sono abbastanza chiare anche se Massimo Barbato, un caro amico della vittima, ha delle riserve: “Era diffidente se non conosceva una persona. Di solito faceva entrare un cliente alla volta. Era anche cintura nera di karate”. Per ora si attendono i risultati delle visite medico-legali e delle indagini.

 

Bruna Di Matteo