mercoledì 14 novembre 2018
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Fini – Giovanardi, dopo 8 anni, dichiarata incostituzionale

fini giovanardi

La Corte Costituzionale mette fine alla cosiddetta legge Fini- Giovanardi in tema di droghe. In realtà quella delineata da Gianfranco Fini e Carlo Giovanardi nel 2006 era una modifica al decreto del Presidente della Repubblica del 1990 in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope, la prevenzione, la cura e la riabilitazione alla dipendenza da tali sostanze. Ma tale modifica aveva un difetto tecnico ravvisato dalla Consulta purtroppo solo dopo 8 anni: il testo era un emendamento al Decreto Legge emanato per il finanziamento delle Olimpiadi invernali di Torino! Poco evidentemente c’entrano le droghe leggere e pesanti con lo sci di fondo devono aver pensato i giudici della massima Corte.
Nella nota pubblicata dalla stessa Corte si legge che l’illegittimità costituzionale della legge è legata alla violazione dell’articolo 77, secondo comma, della Costituzione che regola la procedura di conversione dei decreti legge. Nel decreto sul finanziamento alle Olimpiadi, sostanzialmente, erano stati inseriti troppi emendamenti “estranei” al tema discusso e alle finalità perseguite tanto che sono stati tutti dichiarati illegittimi perdendo immediatamente il loro valore. Questa decisione riporta a galla quindi la precedente legge in materia ossia la Iervolino – Vassalli e le relative modifiche volute col referendum del 1993.
Ma perchè era tanto osteggiata questa legge sulle droghe? Tutti anti- proibizionisti? La Fini – Giovanardi equiparava le droghe leggere alle pesanti e la differenza tra spaccio e consumo personale era diventata tanto labile e sottile a causa dell’abbassamento della dose massima di detenzione consentita che anche per pochi grammi di hashish o marijuana si diventava tutti pusher.
Anche le pene erano state notevolmente inasprite e – motivo di tante polemiche e proteste – erano state parificate ai fini sanzionatori,senza alcuna distinzione tra le sostanze stupefacenti. Prima le pene erano comprese tra i due e i sei anni mentre con la Fini – Giovanardi erano state elevate fino a venti anni con una multa che andava dai 26 mila ai 260 mila euro.
Tale dichiarazione di illegittimità costituzionale potrebbe portare nel breve-medio termine anche modifiche all’assetto carcerario, vista la possibile rimodulazione delle pene detentive. Anche se il Presidente emerito della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, afferma che “la bocciatura della legge Fini- Giovanardi avrà effetti solo sui procedimenti in corso e non per chi è stato già condannato in via definitiva”, il parere di altri giuristi è diverso; secondo questi ultimi sarà possibile chiedere la rideterminazione della pena con un incidente di esecuzione. Diminuiranno quindi i detenuti per reati di droga, che al momento si attestano al 40% della popolazione carceraria.
Ma quali le reazioni politiche alla “bocciatura”? Immediati i plausi dei parlamentari del centro- sinistra. Danilo Leva, deputato democratico sostiene che “il pronunciamento della Consulta fa chiarezza su una legge che ha prodotto più carcere e discriminazione. Ora intervenga il Parlamento e faccia una normativa che distingua tra droghe pesanti e droghe leggere in grado di prevedere pene adeguate alle circostanze abbandonando l’uso simbolico del diritto penale”. Nichi Vendola dal suo profilo Facebook tuona “Anche per la Corte Costituzionale la Fini-Giovanardi è una legge inutile, feroce, dannosa. Una buona notizia, dopo i tanti, troppi danni prodotti in questi anni. È ora di legalizzare la cannabis, adesso.”
Ma lui Giovanardi, attuale onorevole del Nuovo Centrodestra come ha preso la notizia? Secondo Giovanardi la Corte Costituzionale “scavalca il Parlamento, confermando alcuni articoli aggiunti nella legge di conversione e annullandone altri sulla base di una ben orchestrata campagna promozionale”.

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