sabato 25 Settembre 2021
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Finalmente le Olimpiadi di Tokio 2020

Il 23 luglio, con la cerimonia ufficiale di apertura, sono ufficialmente iniziate le Olimpiadi 2021 di Tokyo. Si tratta dei Giochi della XXXII Olimpiade, denominati dal Comitato Olimpico Internazionale come Tokyo 2020 perché rinviate di un anno a causa della pandemia di Covid-19.

Quando nascono i Giochi Olimpici?

I Giochi Olimpici nascono nell’antica Grecia presso la città di Olimpia ed erano le occasioni in cui si scontravano i migliori atleti di tutta la Grecia. Nel 1894, al termine di un congresso internazionale alla Sorbona di Parigi, si stabilì, grazie alla tenacia di De Coubertin, che i primi Giochi olimpici dell’Era moderna si sarebbero svolti ad Atene nel 1896 e si istituì il Comitato Internazionale Olimpico (CIO) per curarne l’organizzazione.

L’Italia è una delle quattro nazioni al mondo, con Francia, Gran Bretagna e Svizzera, ad aver partecipato a tutte le edizioni delle Olimpiadi moderne. In ben tre occasioni l‘Italia ha anche ospitato le Olimpiadi: i Giochi olimpici invernali del 1956 a Cortina d’Ampezzo; l’Olimpiade del 1960 a Roma e i Giochi olimpici invernali del 2006 a Torino.

Quante sono le discipline olimpiche?

Le Olimpiadi antiche comprendevano soltanto quattro sport: la corsa, la lotta libera, il pentathlon e il pugilato. Di anno in anno il CIO decide quanti e quali sport faranno parte dei Giochi. Di solito le discipline che partecipano ai Giochi Olimpici oscillano tra i 26 e i 32 sport. Sono ammessi a partecipare alle Olimpiadi gli atleti di tutti i Paesi. Ciascuna nazione deve però appartenere a organizzazioni sportive che aderiscono al CIO, la cui sede è a Losanna. I concorrenti per ogni stato partecipante sono al massimo tre per ciascuna gara individuale.

Il medagliere olimpico

La classifica si calcola in base al numero di medaglie d’oro vinte. L’Italia, dopo le medaglie d’oro di Vito Dell’Aquila nel taekwondo e Rodini-Cesarini nel doppio pesi leggeri di canottaggio femminile, oggi ha festeggiato anche i due sorprendenti ori provenienti dall’atletica: Jacobs nei 100 metri e Tamberi nel salto in alto, portandosi con 4 medaglie d’oro al nono posto in classifica. Il resto delle medaglie meno nobili sono andate ai campioni delle altre discipline dal nuoto alla scherma, passando per il judo, il sollevamento pesi, il canottaggio, il ciclismo, lo skeet ed il tiro con l’arco.

In testa alla classifica troviamo Cina, Usa e Giappone. Nella scorsa edizione dei giochi olimpici, quella che si tenne a Rio nel 2016, l’Italia collezionò 28 medaglie (8 oro, 12 argento e 8 bronzo). Quest’anno l’obiettivo è di provare a portare a casa almeno 10 medaglie d’oro ma dobbiamo aspettare la cerimonia di chiusura dell’8 agosto per tirare le somme.

Quanto vale l’oro alle Olimpiadi?

A Tokyo 2020 la medaglia più ambita, che in realtà è di argento placcato, vale 180mila euro lordi, quella d’argento 90mila ed il bronzo 60mila. Il valore della medaglia d’oro viene ritoccato generalmente ogni quadriennio, invece quello delle altre due (argento e bronzo) era rimasto invariato nelle ultime tre edizioni.

Purtroppo l’Italia del calcio non è presente a queste Olimpiadi di Tokyo. Fa un certo effetto costatare l’esclusione della nostra squadra di calcio dopo il trionfo della nazionale di Roberto Mancini agli Europei. Anche perché tra gli azzurri allenati da Gigi Di Biagio che non si qualificarono c’erano giocatori come Meret, Barella, Bastoni, Locatelli e Chiesa che hanno vinto il titolo europeo l’11 luglio scorso nella finalissima di Wembley contro l’Inghilterra.

Qual è la mascotte di questi giochi?

La mascotte dei Giochi della XXXII Olimpiade si chiama Miraitowa, un personaggio dal colore indaco che riprende il tema del logo dei Giochi. Il nome Miraitowa è composto dalle parole giapponesi mirai, che significa futuro, e towa, che significa eternità, rappresentando così il proverbio giapponese “imparare dal passato per sviluppare nuove idee“. Il desiderio nipponico è che i Giochi olimpici di Tokyo 2020 portino un futuro di speranza a tutto il mondo.

L’evento più emozionante?

La quinta finale olimpica nei 200 stile libero di Federica Pellegrini a quasi 33 anni. La “Divina” ha vissuto la quinta finale consecutiva in questa specialità, impresa mai riuscita a nessuna nuotatrice, in profonda serenità. Evidentemente sapeva di non avere il passo delle sue rivali ma nonostante ciò si è pienamente goduta il momento terminando in Giappone la sua straordinaria carriera da professionista concludendo al settimo posto la gara con un tempo di 1:55.91, circa due secondi in più di quello della vincitrice, la ventenne australiana Ariarne Titmus, e sotto il suo tempo stagionale, motivo di vera soddisfazione.

Grazie Divina Federica, grazie per aver regalato all’Italia una bellissima favola arricchita da preziosi trofei :un argento (Atene 2004) e un oro olimpici (Pechino 2008), 4 titoli mondiali, 8 volte di fila sul podio continentale e il record del mondo (1’52”98) del 2009.

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