venerdì 16 novembre 2018
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Il Festival della Canzone di Baglioni…no no… di Sanremo.

noemi

Cominciamo da subito così ci togliamo il pensiero: ma quanto è bello Francesco Renga? Può cantare anche del maltempo ad Avellino o raccontare la poesia di Natale nella lingua farfallina resta sempre un gran figo. Le sue canzoni…. beh vi lascio alle pagelle!
Se la prima puntata sembrava interminabile questa seconda lo è stata anche più. Tra presenter, cantanti, ospiti, chiacchiere, balletti, la musica nuova, quella delle nuove generazioni, quella che dovrebbe far ben sperare nel futuro della discografia italiana è relegata a notte fonda. Povero Marzullo…Fabio Fazio ormai ha preso il suo posto e il suo Sottovoce versione sanremese va in onda al canto del gallo.
In gara il resto dei big. Nell’ordine Renga, Giuliano Palma, Noemi, Renzo Rubino, Ron, Riccardo Sinigallia e Francesco Sarcina. Tra un’esibizione canora e l’altra sul palco sono saliti una schiera di personalità e volti noti: le gemelle Kessler – che dopo Raffaella Carrà ci fanno definitivamente capire che il patrimonio genetico ha una sua valenza anche in tarda età e che ti puoi chiamare anche Laetitia Casta ma uno stacco di cosce così te lo sogni la notte – il giornalista Gian Antonio Stella, l’atleta olimpico Armin Zoeggeler e la più giovane direttrice museale Cristiana Collu.
Ma nessuno di loro può – neanche tutti assieme a dire il vero- oscurare l’unico vero big della serata, l’unico che fa ancora sussultare le cinquantenni all’ascolto….rullo di tamburi….in tutta la sua boxotiana bellezza….Renato Balestra…no no Claudio Baglioni!
Orde di casalinghe infoiate che cantano a squarciagola tutte le canzoni del cantautore romano con un trasporto tale che neanche i giocatori ai Mondiali di calcio durante l’inno nazionale: “Mille giorni di te e di me”, “Questo piccolo grande amore” “Strada facendo” e altro in un medley di tale caratura nazionalpopolare che giustifica la necessità di avere immediatamente dopo l’ennesimo blocco pubblicitario.
Altra super ospite è stata la grandissima Franca Valeri, che nonostante le evidenti difficoltà fisiche, ha mostrato, come se ce ne fosse davvero ancora bisogno, la sua bravura e ingegno. La standing ovation per la mitica Signora Cecioni era doverosa.
L’unico artista internazionale sul palco ieri sera è stato Rufus Wainwright. Chi? Rufus Wainwright! Chi? e così via fino a che uno dei due si stanca.
Conosciuto solo in Ontario (è canadese il tipo) e dalle associazioni cattoliche italiane che ne hanno parlato male, Rufus Wainwright ha cantato “Cigarette and Chocolate Milk” e “Across the Universe” dei Beatles.
A mezzanotte e venti inizia la gara dei giovani. Quando ormai pensi che il sonno si sia impossessato del tuo corpo salgono sul palco, nell’ordine, Diodato, Filippo Graziani, Bianca e Zibba. Li fanno talmente cantare velocemente che il tutto termina a mezzanotte a quarantesei. Ben ventisei minuti in circa 4 ore di diretta televisiva.
Evviva il Festival della Canzone Italiana.
p.s. ma quanto è carina Noemi con la collana delle Winx? e soprattutto: se Giuliano Palma ha problemi alla cataratta e non ha i soldi per operarsi chiamiamolo a suonare un’altra volta all’Arenile così poi se li toglie gli occhiali, almeno quando è al chiuso.
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