lunedì 19 novembre 2018
Ultime notizie

ESAMI DI MATURITA’, COSA VUOI FARE DA GRANDE?

esame

fonte: gizmondo.it

Tra pochi giorni si concluderanno gli esami di stato e l’ansia e la tensione saranno solo un ricordo di un’inevitabile passata esperienza. Chi andrà all’università, chi cercherà un lavoro ma si tratta, in ogni caso, di un momento delicato che sottolinea il passaggio dall’adolescenza all’ingresso nel mondo degli adulti.

Fra vari consigli su come superare serenamente l’esame di “maturità” e le polemiche sorte a causa del cambiamento delle date per i test d’ammissione alle facoltà, propongo come al mio solito un paio di riflessioni. Una di queste è sull’orientamento scolastico, sia in entrata che  in uscita, nelle scuole secondarie di I e II grado. Questa prassi era nota nel mondo anglosassone, già nei primi del Novecento, come counseling di orientamento in cui si valutavano sia la predisposizione che l’attitudine dello studente a scuola, università o lavoro futuri. In effetti il termine “orientare” è improprio, perché in realtà si tratta di “accompagnare” l’altro nella scoperta di “mondi possibili”, cioè aiutare e facilitare, quel giovane in ricerca, nello scoprire quali passioni, desideri nascosti ed attitudini presenta. Vorrei quindi problematizzare l’attuale diffusa modalità con cui avviene l’orientamento e non polemizzare sul vario operato ed impegno dei singoli docenti preposti a quest’incarico. Mano sulla coscienza per tutti quei docenti che orientano gli adolescenti, condizionando nella scelta di indirizzo o scuola, mirando anzitutto alla soddisfazione di interessi propri e della scuola e non quelli dello studente. L’orientamento in uscita dovrebbe prevedere una spiccata capacità e competenza professionale ed una buona conoscenza di psicologia dell’adolescenza soprattutto sotto il profilo relazionale. Sono sicura che ce ne sono di scuole che applichino tale criterio nella scelta degli orientatori, ma per avere dei risultati ottimali non bastano casi sporadici, occorre formazione al servizio.

Un’altra osservazione che ho fatto riguarda i servizi giornalistici che, nel periodo degli esami di stato, hanno fatto solo interviste a studenti liceali, mentre il Ministero dell’Istruzione promuove uno spot pubblicitario che dovrebbe tendere ad incrementare l’iscrizione a scuole tecniche e professionaliMandare messaggi contraddittori, crea nei giovani instabilità e sfiducia, anche sotto il profilo politico. La decisione di cambiare le date dei test d’ammissione già programmati ed il pasticcio dei bonus, sapendo che le scuole non hanno un oggettivo criterio unico di valutazione e si sarebbero quindi create discrepanze ed ingiustizie, fanno parte della “Babele” italiana.

Proprio il Ministero, che dovrebbe mostrare stabilità nelle scelte, essere guida e punto di riferimento nell’orientamento dei giovani, sta alimentando lo stato di disorientamento e scoraggiamento dei nostri ragazzi.

 Suzana Blazevic

Suzana Blazevic

Laureata in Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale S. Luigi (Na), ha conseguito il Diploma di Counsellor Centrato sulla Persona, Primo Livello presso L’Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona “Anna Gagliardi” (Na), Diploma di Counselor (registrato presso la S.I.Co. ), Diploma di Counselor Filosofico (riconosciuto dalla SICOf e accreditata dalla SICo) presso MetisSoc.Coop. Di Sol. Sociale Onlus (Na) ed un Master inCounseling Filosofico per bambini ed adolescenti presso Metis.Ha inoltre ottenuto un Diploma della Riabilitazione, specializzata nel trattamento del bambino con Paralisi Cerebrali Infantili ed altre forme di lesioni neurologichepresso Centro studi e formazionepermanente “Antoniano” di Ercolano.“Ogni persona che incontri sta lottando con i propri problemi. Sii gentile con lei. Non potrai risolverli al suo posto ma la tua gentilezza forse la incoraggerà a non rinunciare. La tua gentilezza può essere il miracolo che stava aspettando. Spesso, senza saperlo, facciamo veri miracoli.” Charlie Chaplin
A partire da questa affermazione di C. Chaplin, il mio lavoro di terapista della neuro riabilitazione rappresenta una vera e propria immersione nelle problematiche e nelle difficoltà umane, nella malattia e quindi nel dolore e nella sofferenza. Pur non immaginando minimamente che in futuro sarei diventata counselor, per me il lavoro era già un “saper essere in relazione con”, un saper ascoltare e comprendere l’altro. Dal mondo “scientifico” i miei studi si sono spostati in ambito filosofico- teologico, e questo ha aggiunto “un tassello” in più sia per la mia formazione, che per la mia crescita personale, ma soprattutto mi hanno consentito di comprendere sempre di più l’essere umano.